Siti di scommesse stranieri 2026: la classifica dei concessionari e cosa rischia chi gioca fuori
Un bookmaker che accetta giocate dall’Italia ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata singolarmente per quel sito e gestita su un dominio .it. Tutto il resto — la lista pubblica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS), i domini inibiti, il Registro Unico degli Autoesclusi — discende da quella riga.

Dati verificati al 4 Novembre 2026; le concessioni e i numeri di registro sono stati riscontrati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sui termini e condizioni degli operatori.
Quando un motore di ricerca restituisce un elenco di «siti stranieri» con licenze di Curaçao, Malta o Anjouan, la prima cosa da capire è che quella licenza non vale nulla qui. Non è un’opinione mia, né una posizione di parte: è la conseguenza di come è costruito il sistema italiano, dove il diritto di raccogliere giocate sul territorio si compra con una gara pubblica e non si riconosce per reciprocità con un’altra giurisdizione. Da lì derivano cose molto concrete per chi legge: un conto su un .com non entra nel RUA, non passa dalla vigilanza di ADM, non ha una sede legale italiana davanti a cui discutere una controversia su un prelievo negato, e — come ADM stessa ha scritto il 28 febbraio 2024 — chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi.
Il punto è che quelle conseguenze non si vedono al momento della registrazione. Si vedono dopo, e questa è la ragione per cui vale la pena leggere un confronto fino in fondo invece di scegliere il marchio che compare per primo. Un conto che si apre in tre minuti su un dominio estero resta in piedi per mesi senza dare alcun segnale, e poi arriva il giorno in cui l’operatore cambia i termini, o un prelievo si blocca, o il dominio diventa irraggiungibile e il mirror compare la mattina dopo con un altro indirizzo. A quel punto l’utente ha un saldo in mano e nessuno a cui chiederlo.
Quello che segue è un confronto fra dieci piattaforme che una concessione ce l’hanno, con il numero di registro e la società concessionaria, e con quello che i termini dell’operatore dicono sul punto che di volta in volta conta: identificazione, limiti, autoesclusione. Non è una lista di raccomandazioni, e non poteva esserlo: ADM rilascia una concessione per sito, il suo elenco pubblico non ha una colonna che dica quali giochi quel sito può offrire, e una presenza in una lista non è una concessione. Un marchio assente da questo confronto non è per questo motivo senza licenza: la lista dei concessionari è più lunga di dieci righe e nessuno la esaurisce in un articolo.
Sul terreno dei bonus la questione si fa più ruvida, e vale la pena dirlo subito. La parola «gratis» applicata a un bonus di benvenuto descrive quasi sempre l’assenza di un deposito, non l’assenza di condizioni. I requisiti di puntata, le quote minime, le scadenze e i tetti sulle vincite stanno nei termini dell’operatore, che è l’unica fonte di quei numeri: nessuna legge fissa un tetto ai bonus né ai requisiti di rigioco, quindi due offerte con lo stesso importo in vetrina possono costare al giocatore cifre che non hanno niente a che vedere l’una con l’altra.
La classifica dei siti di scommesse con concessione ADM: come ho valutato
Criteri di valutazione: quattro cose che contano più del marchio
Un confronto di bookmaker si giudica da quello che si può verificare, e le cose verificabili sono poche. La prima è la concessione: numero, società concessionaria, dominio. La seconda è che cosa l’operatore scrive nei propri termini su identificazione, strumenti di auto-limitazione e autoesclusione, perché è lì che si decide che cosa succede il giorno in cui il giocatore vuole chiudere o vuole alzare un limite. La terza è che cosa l’applicazione o il palinsesto dichiarano di offrire, dagli sport ai mercati alle funzioni di chiusura anticipata della giocata. La quarta è ciò che non si può verificare affatto, e che quindi va lasciato fuori dal giudizio invece di riempirlo con un’ipotesi: non esiste qui un prelievo medio misurato per mercato, non esistono tempi di pagamento confrontabili fra i dieci marchi, e le quote di eventi specifici non fanno parte di questa valutazione.
Ordino il confronto mettendo in alto ciò che un lettore paga se sbaglia. Un marchio che rallenta l’apertura del conto è un fastidio di dieci minuti; un marchio che non rimanda al RUA è una porta che resta chiusa quando serve. Per questo nella tabella le colonne non sono ordinate come le metterebbe un catalogo di prodotti, ma come le ordinerebbe chi deve decidere dove mettere i propri soldi e la propria identità.
La classifica: dieci concessionari con numero di concessione e società
| # | Marchio | Concessione ADM e concessionaria | Che cosa dicono i termini dell’operatore sul punto chiave |
|---|---|---|---|
| 1 | Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Accesso al conto gioco anche con Touch ID dall’app; oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live con streaming gratuito |
| 2 | Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Palinsesto con Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| 3 | NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo di 20 €; inserire il codice promo SPORT-50 al primo versamento. |
| 4 | Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi e a eventi di spettacolo e politica |
| 5 | BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto con identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| 6 | Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| 7 | William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| 8 | StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| 9 | bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| 10 | Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), coppe europee e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
Il primo dettaglio che salta all’occhio non è un marchio ma una coincidenza: due righe della tabella portano la stessa società concessionaria. Betsson e StarCasinò fanno capo entrambe ad Azzurri Limited, con due numeri di concessione distinti perché la concessione è legata al singolo sito e non alla persona giuridica. È il modo più pulito per capire come funziona il sistema: una società può chiedere e ottenere più concessioni, una per ogni dominio che vuole mettere in linea. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, non si ferma al dominio che appare qui sotto il nome Eurobet, e questo non dice nulla di losco — dice che il concessionario investe su più insegne.
Il secondo dettaglio è quanto poco le colonne centrali dicano di per sé. «ADM n. 16020» è la prova che Sisal può raccogliere giocate in Italia, non la prova che faccia un buon prezzo sul calcio di Serie C, e non la prova che il suo servizio clienti risponda in dieci minuti. Chi presenta una lista di concessioni come una classifica di qualità sta vendendo due cose diverse con lo stesso numero. La concessione è il biglietto d’ingresso al mercato italiano; quello che l’operatore ci fa dentro si legge nella colonna a destra, che però nasce da quello che l’operatore scrive di sé e dalle descrizioni delle sue app, non da una misura indipendente.
Quello che la tabella non può dire
Non esiste, in nessuna delle fonti che sto usando, una colonna sul margine del bookmaker per mercato, e non esiste un tempo medio di pagamento dei prelievi per questi dieci marchi. Sono i due numeri che un giocatore chiederebbe per primo, e la ragione per cui non ci sono è semplice: i margini si misurano sulle quote di un evento specifico in un momento specifico, e un prelievo dipende dal metodo scelto, dal controllo documenti e dalla coda di lavoro dell’operatore in quel giorno. Un confronto che mettesse «margine: 5 %» accanto a un marchio starebbe inventando un dato medio che nessuno ha calcolato su un campione dichiarato.
Al posto di quel numero c’è un metodo, che il lettore può applicare da sé in trenta secondi. Si prendono le tre quote di un mercato 1X2 dello stesso evento su due bookmaker, si sommano i reciproci e si guarda quale somma è più bassa: la più bassa paga di più. Non serve un software, serve la pazienza di farlo due volte. È la stessa aritmetica che sta dentro ogni offerta di benvenuto del mondo, e la trovo più utile di una classifica di payout che non si può verificare.
Una cosa invece la tabella la dice, e la dice bene: il peso del casinò dentro questi marchi. StarCasinò si presenta con le slot e il Live Casinò accanto alle scommesse sportive, e il nome non è un caso. Un conto aperto per il calcio su una piattaforma nata intorno al casinò è un conto che il prodotto spinge in una direzione sola, e i limiti di spesa che il giocatore imposta alla registrazione valgono per tutto il conto, non solo per la sezione che gli interessa. Chi entra per il sabato di Serie A e si trova la slot a un clic di distanza dovrebbe impostare il limite prima di guardare il palinsesto. È una raccomandazione che riguarda il portafoglio, non la morale.
Che cosa rende «straniero» un sito di scommesse: i fondamenti del sistema italiano
Concessione per sito: la meccanica che genera tutto il resto
Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riordina il settore dei giochi pubblici a distanza e costruisce l’impalcatura attuale. Le licenze si chiamano concessioni e si assegnano con gara pubblica, non con un’autorizzazione aperta a chi presenta i requisiti: l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione, dalla lettera a) — le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli — fino alla lettera f), il bingo, passando per i tornei di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa e per il betting exchange della lettera e), dove il giocatore può fare la parte del bookmaker e il concessionario si limita a metterlo in contatto anonimo con la controparte.

L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette fra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando. E gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 tengono fermi per tutta la durata della concessione sia le condizioni contrattuali sia il regime fiscale, che è il motivo per cui un operatore appena entrato e uno che sta per uscire non giocano esattamente la stessa partita.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Leggendo l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza il 25 ottobre 2026 si trovano 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un dominio .it. Il numero di righe non è più alto del numero di concessioni per caso: è la stessa cosa.
Da qui discende il primo equivoco da sfatare. Un marchio che non compare fra quelle 52 righe non ha una concessione italiana, e non importa quante licenze straniere esponga nel piè di pagina. Nella lettura del 25 ottobre 2026 non risultano fra le 52 righe nomi come Unibet, Betway, 1xBet o 22bet. Non è un giudizio sulla loro serietà commerciale: è un dato di fatto sul perimetro del mercato italiano, e per il giocatore la conseguenza è che tutta la protezione costruita dentro quel perimetro — autoesclusione registrata, strumenti di limite, sede legale italiana — semplicemente non si applica.
Concessione, licenza estera e presenza in una lista: tre cose diverse
C’è un secondo equivoco, più sottile, che riguarda i marchi che la concessione ce l’hanno. L’elenco pubblico di ADM non ha una colonna che dica quali giochi quel concessionario può offrire, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Quindi leggere un nome sull’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, che è dove il palinsesto si vede davvero. E gli operatori, nei propri termini, dichiarano il numero di concessione e la società: è lì che si verifica l’abbinamento fra un dominio e una riga dell’elenco.
La licenza estera è la terza cosa, e la più fraintesa di tutte. Curaçao, Malta e Anjouan rilasciano titoli che hanno valore nella giurisdizione che li emette; non hanno alcuno standing in Italia. Non è una gerarchia di qualità fra regolatori, è un problema di riconoscimento: il diritto di raccogliere giocate sul territorio italiano nasce dalla concessione, e nessun accordo di reciprocità lo sostituisce. Un sito con licenza di Curaçao che accetta giocate dall’Italia sta operando fuori dal perimetro, qualunque cosa dica la sua pagina «Chi siamo».
Il palinsesto aggiunge un ultimo strato, e vale la pena conoscerlo perché spiega perché alcune partite non si trovano. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria nell’art. 2, lett. v), che comprende gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori stanno lì dentro. L’ippica è due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Che un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è un punto che non risulta.
Dall’aprile 2026 l’inibizione cambia indirizzo
L’ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina con un’avvertenza, che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. La base è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è una raccomandazione: è un obbligo con una sanzione dietro, da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata a carico di fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che lo violano, come prevede l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41.
Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti consultato è aggiornato al 13 ottobre 2026. La conseguenza pratica per il lettore è che il muro che incontra cambiando indirizzo ha oggi un aspetto diverso da quello che aveva un anno fa, e che il fatto di vedere una pagina di avviso invece di una connessione rifiutata non significa che il blocco sia nuovo.
Che il blocco funzioni a livello di DNS è la ragione per cui l’elenco dei domini inibiti è una gara fra chi aggiorna e chi apre specchi. Un’ordinanza del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore in riferimento all’ordinanza del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. Gli specchi riappaiono nel giro di ore, e ADM usa per il risultato una parola che rende bene l’idea: «oscurati». Un dominio oscurato non è un dominio spento. È un dominio che il giorno dopo si presenta con un altro indirizzo, spesso sullo stesso saldo, e questo è esattamente il motivo per cui il criterio della concessione vale più del criterio della raggiungibilità.
Normativa e vigilanza: che cosa cambia per chi gioca
Decreto Dignità: il divieto di pubblicità e i suoi confini
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione integrale: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.
Il confine del divieto è più stretto di quanto sembri a prima vista, e riguarda il lettore in modo diretto. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: nessuna norma vieta a un concessionario di mettere a disposizione un bonus di benvenuto, e nessun tetto statale è fissato all’importo del bonus né ai requisiti di rigioco. Il che significa che la partita sulle condizioni si gioca interamente nei termini dell’operatore, dove il giocatore è l’unico controllore. Il decreto, peraltro, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile — art. 3, lett. l) — e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Tradotto: la stessa azienda che non può dirti «scommetti da noi» può dirti «gioca con la testa» con il proprio marchio in bella vista. Chi scrive le regole lo sapeva, e chi legge farebbe bene a ricordarselo.
C’è movimento intorno a questa norma, e conviene distinguere ciò che è diritto da ciò che è proposta. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Sul fronte opposto, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Il consiglio pratico che ne ricavo è di non fidarsi di nessuno che annunci la fine del Decreto Dignità come un fatto: alla data di questa verifica è un fatto solo per la parte che riguarda i media, sotto forma di misure AGCOM a carico di chi pubblicizza operatori privi di concessione.
Che cosa rischia chi gioca su un sito non autorizzato
La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero. ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, aggiunge la parte che di solito non si legge: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È una regola che raggiunge il giocatore, non solo l’operatore, ed è la ragione per cui la domanda «quali rischi corro» non ha una risposta tranquillizzante. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti a carico di un giocatore non risultano.
Sul fronte dell’operatore, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. Non è difficile vedere dove porta la combinazione delle due norme: il giocatore italiano che punta su un dominio estero si trova dentro una fattispecie che la legge descrive, mentre l’operatore resta in una giurisdizione che non risponde ad ADM.
La parte economica del rischio è più silenziosa ma più frequente. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo fiscale cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive il meccanismo come «tassazione alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una dichiarazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiudo così: su questo punto conviene consultare un commercialista.
Sulle vincite da siti esteri non autorizzati la posizione è diversa e va conosciuta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e che la somma va dichiarata nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non risulta. Non è consulenza fiscale, ed è il tipo di cosa su cui un commercialista risponde in due minuti meglio di qualunque pagina web.
Perché pagamenti e pubblicità restano il punto scoperto
L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, da concordare con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. L’entrata in vigore di quel regolamento non risulta, e la distinzione conta: un conto su un dominio estero oggi si alimenta con strumenti che nessuno ha (ancora) l’obbligo di bloccare. È la ragione per cui il filtro più efficace resta il giocatore stesso, non la banca.
Sui binari ammessi presso i concessionari ADM esiste una figura che molti lettori conoscono poco: i punti vendita ricariche dell’art. 13. ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Fra i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta uno statuto che nomini binari approvati.
Un’ultima nota di vigilanza riguarda il dovere informativo dell’art. 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che vale la pena tenere a mente quando si legge un messaggio «gioca responsabile» con un logo sopra.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che un conto italiano ha e uno estero no
Limiti di deposito e di spesa scelti alla registrazione
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti che il concessionario deve offrire: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nel bando non risulta.

Il dettaglio dei sette giorni è il più interessante di tutto il pacchetto, ed è quello che quasi nessuno legge. Il sistema è progettato per essere asimmetrico: chiudere il rubinetto è istantaneo, riaprirlo richiede una settimana. Per chi gioca con la testa è un fastidio trascurabile. Per chi gioca d’impulso dopo una serata storta è il vero meccanismo di tutela della piattaforma italiana, molto più di qualunque avviso a comparsa.
Admiralbet è l’operatore i cui termini descrivono il quadro con maggiore dettaglio: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace subito e uno aumentato dopo 7 giorni. La griglia giornaliera-settimanale-mensile è un’altra cosa che un sito estero raramente mette a disposizione, e la differenza non è di stile: tre finestre temporali intercettano tre modi diversi di perdere il controllo, perché c’è chi si sfonda in una sera e chi si consuma in un mese.
Autoesclusione e RUA: perché un conto su un .com non è collegato
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il pezzo che un dominio estero non può replicare. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo fissato dal giocatore.
I termini di Admiralbet mostrano le due versioni di questo strumento. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due fotografie dello stesso istituto in momenti diversi, e la seconda dice qualcosa che la prima non diceva: sette giorni come durata minima rendono l’autoesclusione breve uno strumento utilizzabile anche prima che il problema sia grave, mentre i nove mesi di attesa per la revoca di un’esclusione a tempo indeterminato rendono quella scelta molto meno reversibile di quanto suoni.
La conseguenza da tenere ferma è una sola. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta scoperto lì. Chi decide di escludersi non si sta solo togliendo un conto: si sta togliendo l’accesso a tutte le piattaforme italiane, e nello stesso movimento scopre che fuori da quell’insieme la porta è aperta. È il punto in cui la tutela e il mercato illegale si incontrano, e non c’è modo di girarci intorno.
Identificazione, età e SPID: quello che resta bloccato senza verifica
Un conto di gioco italiano richiede identificazione piena. L’età è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’apertura classica del conto funziona caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png; il SPID di livello 2 richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Questo è il punto in cui la frizione alla registrazione si trasforma in una protezione, e vale la pena dirlo perché il fastidio è reale. Un controllo documenti che tiene in sospeso un conto per giorni è scomodo per chi vuole giocare subito, ed è esattamente quello che rende difficile aprire un conto con i documenti di un altro o con un’età falsa. Il costo lo paga il giocatore frettoloso, il beneficio lo prende lo stesso giocatore un anno dopo.
Sugli strumenti di gioco responsabile bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero meriterebbe di stare in cima a ogni pagina di scommesse invece che in fondo a una schermata di impostazioni. Chi ha un problema con il gioco non ha bisogno di un bonus, ha bisogno di un numero, e il fatto che la piattaforma lo mostri non trasforma la piattaforma in un servizio sociale: la mette semplicemente a norma, e la norma qui è utile.
Gli operatori con concessione ADM, uno per uno
Sisal: il palinsesto profondo e il conto che si apre con un dito
Sisal Italia S.p.a. opera con la concessione ADM n. 16020 sul proprio sito .it. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le giocate da mobile. I numeri che l’operatore indica nella propria app sono la parte più interessante della scheda: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate proposte compaiono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
C’è una differenza strutturale fra i due numeri: 1.000 eventi al giorno e 15.000 live non sono la stessa cosa moltiplicata. Il primo misura quanta scelta c’è in vetrina, il secondo quanta scelta c’è nel momento in cui si guarda la partita, e il secondo è quello che decide se una piattaforma regge un pomeriggio di domenica o si svuota di mercati al fischio d’inizio. Aggiungo che lo streaming gratuito su quattro sport è un moltiplicatore silenzioso del tempo speso davanti allo schermo: guardare una partita su un bookmaker invece che altrove mette il pulsante della giocata a un centimetro dall’occhio, e non è un caso che i limiti di tempo esistano proprio per questo.
Le tipologie di giocata raccontano un’altra cosa: DUO, Supercombo, Supercoppia, Multigoal, tiri, rigori, espulsioni sono tutte costruzioni sopra lo stesso evento. Sono il modo in cui un bookmaker alza il volume delle giocate per cliente senza alzare il numero di partite, e per il giocatore sono anche il modo più rapido di pagare il margine della casa più volte sullo stesso novanta minuti.
Verdetto. Il Cash Out è il pezzo che sposta davvero l’esperienza, perché dà al giocatore una seconda decisione da prendere dopo averla presa male, e su un palinsesto di questa profondità quella seconda decisione capita spesso. Chi gioca molti mercati brevi su partite che sta guardando trova qui la combinazione più completa del confronto; chi cerca poche giocate meditate sull’1X2 paga per una profondità che non userà.
Lottomatica: quando il risultato arriva prima della giocata
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) è la concessionaria dietro Lottomatica, concessione ADM n. 16010, su dominio .it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La nota interessante è il rapporto fra prodotto e proprietà. Lottomatica è un marchio che vive di calcio italiano, e la concessione è intestata a una società che porta un nome diverso dal marchio: chi legge «ADM n. 16010» e cerca Lottomatica nei registri deve passare per GBO Italy. È il tipo di dettaglio che serve quando si vuole esercitare un diritto, perché la controparte contrattuale è la società, non l’insegna.
Lo streaming abbinato al live è qui descritto come lo strumento per «scommettere live seguendo la partita in diretta», il che è esattamente la meccanica che rende il gioco in corso d’evento così diverso dal pre-match: la finestra di decisione si misura in secondi e la quota si muove mentre la si guarda. Non è un difetto del prodotto, è la sua natura, e chi apre Lottomatica per il live dovrebbe sapere che il proprio limite di tempo, se non l’ha impostato, vale zero.
Verdetto. La copertura del calcio nazionale e delle coppe europee è quella che serve al giocatore italiano medio, e la funzione live con streaming è la ragione principale per aprire qui; per chi invece scommette su sport minori o su mercati esotici questo palinsesto è meno generoso di quello di altri marchi in lista.
NetWin: un bonus reale con delle condizioni precise
Netwin Italia S.p.a. porta la concessione ADM n. 16035. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
La parola «reale» qui non è arredamento: distingue questo bonus da un free bet o da un bonus di verifica, cioè da pacchetti in cui l’importo si trasforma in un gettone di gioco che spesso non restituisce il capitale della puntata in caso di vincita. Un bonus reale accredita denaro che si comporta come il saldo, ed è un tipo di offerta diverso da quello che un lettore immagina leggendo «bonus di benvenuto» su un motore di ricerca.
Il dettaglio operativo che pesa è la verifica del conto come condizione dell’offerta. Un conto verificato significa identificazione completata, documento caricato o SPID attivato, e significa che il bonus non si incassa in tre minuti di registrazione ma dopo il controllo. Chi ha fretta troverà l’attesa irritante; chi ha un problema con il gioco troverà in quell’attesa lo stesso beneficio di cui parlavo più sopra. Da 20 € di deposito minimo, un tetto di 50 € e una percentuale fissa al 100 %, il conto è presto fatto.
Verdetto. Il tetto a 50 € è basso e questo cambia la natura dell’offerta: non è un bonus con cui costruire un bankroll, è un bonus con cui provare la piattaforma senza mettere molto di proprio, e per un giocatore che vuole testare NetWin prima di trasferirci un budget è la forma giusta di prova.
Eurobet: il palinsesto più largo d’Italia
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012. L’app Eurobet Sport copre calcio, tennis e basket, poi Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.
La larghezza del palinsesto merita un commento da editor, non da tifoso. Arrivare alle elezioni e ai reality show significa che l’operatore ha deciso di coprire tutto ciò che produce un numero incerto, e la conseguenza per il giocatore è una scelta molto più ampia di quella che il calcio gli offre. C’è però un secondo effetto, che nessuno mette in vetrina: più il palinsesto è largo, più facile è trovare una giocata quando non si aveva intenzione di giocarne nessuna. Il calcio ha un orario, un campionato, una stagione. Il reality show no.
Gli scacchi in elenco sono il dettaglio che mi fa sorridere, e sono anche il segnale di quanto questo marchio punti sull’ampiezza come argomento di vendita piuttosto che sulla profondità dei mercati di punta.
Verdetto. Se il proprio interesse sta fuori dal calcio — volley, rugby, ciclismo, golf, o addirittura un evento di spettacolo — questo è il palinsesto del confronto che più probabilmente ha qualcosa da giocare; la stessa ampiezza è un punto di attenzione per chi ha una spesa di gioco difficile da contenere.
BetFlag: l’identificazione al centro dell’apertura conto
Betflag S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16008. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Mettere SPID e CIE in evidenza non è una scelta tecnica neutra. Significa che il percorso rapido passa per l’identità digitale dello Stato, e che chi lo usa non ha bisogno di caricare una fotografia del documento: i dati arrivano già verificati, e il conto si apre senza la fase di controllo che altrove sospende il prelievo. È il modo più pulito di risolvere il problema dell’identificazione, ed è anche il motivo per cui su questo marchio la pratica si chiude più in fretta che altrove.
Resta il fatto che l’identificazione con CIE passa attraverso un fornitore collegato a SPID, quindi il lettore che non ha ancora attivato un’identità digitale troverà davanti a sé un passo in più che non riguarda le scommesse. Vale la pena farlo una volta, comunque: serve per il conto, per l’Agenzia delle Entrate e per metà dei servizi pubblici italiani.
Verdetto. Il vantaggio di BetFlag in questo confronto è tutto nel primo quarto d’ora: chi ha SPID o CIE si ritrova un conto pienamente operativo senza passare dalla coda dei documenti, e per un giocatore a cui interessa depositare e prelevare senza attriti quella comodità vale più di un euro di bonus.
Betsson: il catalogo dei mercati senza il calcio di casa
Betsson, concessione ADM n. 16027, fa capo ad Azzurri Limited. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il dettaglio che colpisce è che Azzurri Limited è la concessionaria anche di StarCasinò. Due marchi, due numeri di concessione, una società: il che significa che chi apre un conto su entrambi non sta diversificando il rapporto contrattuale, sta usando due prodotti dello stesso gruppo. Non è un problema, ma è una cosa che conviene sapere prima di considerare due iscrizioni come due alternative indipendenti.
Sul prodotto, la lista dei mercati è quella canonica che ogni bookmaker serio deve avere: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Un catalogo così non è un argomento di vendita, è un requisito minimo, e la parte che pesa davvero non sta nella lista ma nel margine applicato a ciascuno di quei mercati — un dato che i termini di nessun operatore pubblicano e che si misura solo confrontando le quote dello stesso evento su più piattaforme.
Un ultimo dettaglio pratico: sia Betsson sia StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited, e verificare quale delle due concessioni regge un reclamo richiede di leggere il numero sul dominio giusto.
Verdetto. Il pacchetto è completo sul necessario e non aggiunge nulla di distintivo sul fronte sportivo; la sua posizione in questo confronto dipende dal fatto che il catalogo mercati, per un giocatore pre-match che vuole i mercati standard ben coperti, non lascia scoperti.
William Hill: due strade per il bonus di benvenuto
William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Qui la scelta dell’utente determina l’importo, ed è una struttura che non vedo spesso: 10 € immediati passando per l’identità digitale, 5 € più lenti con il caricamento dei documenti. La differenza di valore fra le due strade è di 5 €, che è una cifra piccola in assoluto e non piccola in proporzione: il percorso rapido paga il doppio. Letta da editor, è una tariffa per l’uso di SPID, e ha una logica ferrea, perché un conto già identificato costa all’operatore meno lavoro.
Il termine delle 96 ore per l’invio dei documenti è la parte che va letta due volte. Un bonus di verifica che dipende dall’invio dei documenti entro un limite di tempo è una scadenza, non una promessa, e chi si registra di fretta in un fine settimana e carica i documenti il lunedì successivo può trovarsi fuori dalla finestra. È una condizione ordinaria per il mercato, e resta una condizione.
Verdetto. Con SPID l’apertura è immediata e il bonus arriva subito, quindi la scelta razionale è quella strada; senza identità digitale il pacchetto resta modesto e vale soprattutto per chi vuole provare la piattaforma senza caricare un documento.
StarCasinò: il casinò davanti alle scommesse
Azurri Limited — Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026 — è la concessionaria di StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice tutto e conviene prenderlo sul serio. StarCasinò si presenta come piattaforma di casinò con una sezione scommesse, non come bookmaker con una sezione casinò, e l’ordine dei due elementi nella descrizione del prodotto non è casuale. Per il lettore la conseguenza è di tipo pratico: i limiti che si impostano alla registrazione sono limiti di conto, non di sezione, e un limite settimanale di deposito pensato per il calcio protegge anche dalle slot. È l’unico modo in cui il prodotto casinò-first lavora a favore di chi entra per lo sport.
Sul fronte sportivo, «varie tipologie di scommessa» è una descrizione meno dettagliata di quelle che gli altri marchi danno delle proprie app, e questo lascia al giocatore il compito di controllare il palinsesto prima di iscriversi. È una verifica da fare una volta, sul proprio sport, guardando che i mercati che interessano esistano davvero.
Verdetto. La scommessa sportiva qui è la sezione secondaria di un prodotto costruito intorno a un altro gioco, e un conto aperto solo per il calcio porta con sé una vetrina che non si è scelta; per chi gioca a entrambi è una piattaforma sola invece di due, per chi gioca solo allo sport il senso di aprire qui è più debole.
bet365: il partner della Champions e la profondità dello sport
Hillside (New Media Malta) Plc opera bet365 con la concessione ADM n. 16030. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La partnership con la Champions League è la cosa che va letta con più freddezza. Un accordo di quel tipo non rende le quote migliori né il margine più basso: è una spesa di marketing che entra nei costi dell’operatore, e in un mercato dove il divieto di pubblicità rende ogni forma di visibilità un oggetto delicato, il valore della partnership sta nel fatto di stare dentro una competizione invece che dentro un annuncio. Per il giocatore cambia poco o nulla, ed è importante dirlo perché l’etichetta «partner ufficiale» suona come una garanzia che non è.
Il resto della lista è interessante per un’altra ragione: ippica, boxe, freccette. Sono tre sport che molti bookmaker trattano in modo superficiale, e la loro presenza in elenco segnala un palinsesto costruito su mercati tradizionali e non solo sul calcio. Aggiungo che la Setka Cup autorizzata da ADM a settembre 2026, secondo la stampa di settore, ha proprio bet365 come primo partner: è il segno di un operatore che lavora con il regolatore sull’ampliamento del palinsesto approvato, che è un lavoro poco visibile e molto utile a chi cerca eventi che altrove non trova.
Verdetto. La copertura di sport che gli altri snobbano è la ragione più solida per guardare qui; il sigillo della Champions League è marketing puro e chi lo legge come un segnale di qualità delle quote si sta sbagliando di grosso.
Planetwin365: venti sport e nessuna sorpresa
Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C in elenco è il dettaglio che distingue questo palinsesto da quelli che si fermano alla Serie B. Chi segue campionati minori lo sa: una piattaforma che quota la terza serie italiana non sta facendo marketing, sta facendo un lavoro di copertura che richiede competenza sul campionato. È il tipo di cosa che si nota solo quando manca.
Il resto è un catalogo senza sorprese: le coppe europee, i grandi campionati, più di 20 sport e i risultati in diretta. Per un giocatore italiano che segue il calcio e riempie il contorno con altro, è una base che non lascia buchi; per chi cerca funzioni particolari — chiusura anticipata, costruzione della giocata, stream abbinati — la descrizione del prodotto non dice altro, e vale la pena verificare nell’app prima di versare.
Verdetto. La quota della Serie C è il segnale di una piattaforma che copre il calcio italiano dal profondo e non solo dalla vetrina, ed è quello che interessa a chi segue campionati che gli altri operatori ignorano; per tutto il resto è un bookmaker solido e poco appariscente.
Quanto costa giocare: la stima con un limite di 100 € a settimana
Il calcolo che vale la pena fare qui non riguarda le quote ma il costo della meccanica di gioco. Prendiamo un giocatore che ha scelto al momento della registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana, che li versa una volta sola e li punta tutti su un mercato a due esiti con quota 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro — una coppia di prezzi illustrativa, non una quota quotata su un evento reale. Non è un caso assurdo: è lo scenario più comune fra chi entra su un bookmaker italiano con una spesa contenuta.
Il primo numero che si ricava dalla coppia di quote è la quota di ritorno del mercato, che si ottiene sommando i reciproci delle due quote. Con 1/1,90 più 1/1,90 si arriva a circa 1,053, il che significa che il mercato restituisce circa il 95 % di quanto raccoglie e che il margine del bookmaker su quel mercato è di circa il 5 %. Non è un’accusa: è la struttura di un mercato a due esiti, e serve a capire che ogni giocata porta con sé quel 5 % prima ancora che l’evento cominci.
Il secondo numero è l’esito di una giocata vincente: 100 € puntati a quota 1,90 restituiscono 190 €, cioè il capitale più 90 € di utile lordo — lordo, perché il prelievo fiscale cade sul concessionario e non sul giocatore, come si è visto nella parte sulla normativa.
Il terzo numero è quello che conta davvero, ed è il costo atteso del girare 100 € su un mercato con quel margine. Il calcolo è semplice: 100 € di turnover per un margine del 5 % danno una perdita attesa di circa 5 € a settimana, che su un anno di gioco a 52 settimane proietta un costo atteso nell’ordine dei 260 €. Il turnover settimanale è lo stesso dei soldi versati una volta sola, perché l’ipotesi è che quella somma venga puntata una volta e non rigirata più volte entro la settimana. Chi rigioca le stesse 100 € due o tre volte nella settimana moltiplica il turnover senza andare oltre il proprio limite di deposito: è il punto che nessuna pagina di bonus spiega, e che nel caso di un requisito di rigioco diventa decisivo.
Da qui si ricava la conseguenza pratica, che è la ragione per cui questa aritmetica merita spazio in una pagina sulle scommesse. Il limite di 100 € a settimana è una protezione sul denaro che entra nel conto, non sul denaro che ci gira dentro. Un giocatore disciplinato che punta una volta a settimana paga il margine una volta; un giocatore che punta lo stesso importo cinque volte paga il margine cinque volte, e alla fine dell’anno il conto non racconta la stessa storia. Con un requisito di rigioco di un bonus — che nel mercato italiano arriva a multipli assai più alti del turnover qui ipotizzato e sta nei termini di ciascun operatore — la stessa aritmetica si applica a ogni singola puntata necessaria a liberare il bonus.
La stima va presa per quello che è: una media su molte giocate con quelle ipotesi, non l’esito di una serata. Nel gioco che sto descrivendo, la singola settimana può finire in utile — una puntata vincente a quota 1,90 riporta 190 € contro i 100 € versati — e il costo atteso di 5 € si realizza solo come media su un numero alto di settimane, non come una tassa che il bookmaker addebita. Chi legge un numero come questo e lo tratta come una previsione ha capito male il senso di una stima attesa.
Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il principale è di legge. ADM, il 28 febbraio 2024, ricorda che la legge 401/1989, art. 4, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. A questo si aggiungono il blocco del dominio, la mancanza di sede legale italiana per le controversie e l’impossibilità di usare il RUA.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si guarda l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga lega un codice a un dominio .it, e si confronta il numero che l’operatore dichiara nei propri termini con quello dell’elenco. Attenzione a un limite del metodo: quell’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive, che si verifica sul sito o sull’app.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le autoesclusioni richieste dai giocatori e le estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui sono state richieste. I termini di Admiralbet indicano durate da 7 a 270 giorni dal 1° febbraio 2026, oppure indeterminate con revoca possibile dopo 9 mesi.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del D.L. 87/2018 vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. Lo fa rispettare AGCOM con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano anche un limite settimanale al momento dell’iscrizione. La riduzione ha effetto immediato, mentre l’aumento richiede sette giorni. Admiralbet chiede in registrazione limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore descrive il meccanismo come tassazione alla fonte. La posizione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri non autorizzati seguono invece la risoluzione n. 141/E del 2010.
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