Scommesse non ADM in Italia — cosa resta fuori dal sistema della concessione
Chi cerca un bookmaker «non AAMS» cerca in realtà due cose diverse, spesso senza saperlo: un sito che non ha la concessione, oppure un sito che ce l’ha ma non ha l’etichetta che il mercato continua a usare. La differenza tra le due non è un dettaglio di vocabolario, e non è nemmeno una questione di simpatia per l’autorità di vigilanza. È la differenza tra un conto che entra nel Registro Unico degli Autoesclusi e uno che non ci entra, tra un prelievo pagato in euro da una società con sede italiana e una schermata che il giorno dopo può non aprirsi più.
Dati aggiornati al 4 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

La sigla AAMS non esiste più da anni: il regolatore si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e chi scrive «AAMS» intende quasi sempre quella. Dieci concessionari presenti nell’elenco ADM hanno un’offerta sportiva descritta nelle loro app e nei loro termini, e su quelli si costruisce il confronto che segue. Nessun brand senza concessione viene nominato qui, e non è prudenza da redazione: nominarlo significherebbe descrivere un’offerta che in Italia non può essere raccolta.
La classifica ADM: come si ordinano dieci bookmaker con concessione
Ordinare i bookmaker con concessione ADM per «migliore» è un esercizio che rischia di dire poco, perché la concessione li rende uguali su tutto ciò che conta davvero per il giocatore: ognuno ha un conto di gioco, ognuno versa l’imposta al posto suo, ognuno finisce nel RUA. Quello che resta da confrontare è la forma dell’offerta sportiva, e lì le differenze si vedono: chi ha una funzione in più, chi copre sport che gli altri nemmeno quotano, chi ha il palinsesto più profondo in diretta.

I criteri che uso per l’ordine sono tre, e li dichiaro prima di applicarli. Primo: ampiezza e varietà dei mercati per il giocatore italiano medio, non per lo scommettitore professionale. Secondo: strumenti che hanno un effetto pratico sul conto — pausa, limiti, chiusura anticipata di una giocata. Terzo: ricchezza dei mercati live, che è dove si sposta oggi il volume. Il bonus di benvenuto non entra nei criteri, e la ragione è semplice: il bonus è la parte dell’offerta con il maggior numero di condizioni scritte in piccolo, e ordinare dieci operatori sulla dimensione dell’accredito sarebbe ordinare dieci pagine di termini e condizioni.
Il panorama dei concessionari a confronto
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Che cosa dicono i termini dell’operatore sul punto |
|---|---|---|
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket; ingresso con Touch ID |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con Premier League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni UEFA, più oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione su base giornaliera, settimanale e mensile |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto con identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica |
La colonna dei concessionari vale più di quanto sembri a prima vista. Il titolare della concessione raramente porta il nome del marchio: dietro Bwin, Gioco Digitale ed Eurobet c’è la stessa Eurobet Italia S.r.l., quindi una società può gestire più siti con un solo gruppo, mentre la concessione resta legata al singolo sito. Un marchio che non compare in questa tabella non è per questo privo di licenza: l’elenco ADM conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e la rosa completa del mercato è più larga di dieci nomi. Chi confronta deve leggere il numero di concessione nei termini del sito che sta guardando, non fidarsi di una posizione in una lista.
E poi c’è il limite strutturale di ogni classifica: l’elenco ADM non ha una colonna che dica quali giochi il concessionario può raccogliere. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive — può avere diritto a poker, skill games, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. È il sito e l’app dell’operatore a mostrarlo.
Le soglie che ho usato per valutare ogni operatore
Un confronto senza soglia dichiarata diventa una lista di simpatie, quindi metto in chiaro che cosa guardo e che cosa lascio fuori. Guardo il numero di sport e competizioni effettivamente quotati, che è la misura più onesta della profondità di un palinsesto. Guardo la presenza di mercati oltre al risultato finale, perché è lì che un giocatore trova la quota che gli serve quando il 1X2 non gli basta. Guardo la copertura in diretta, che distingue un operatore costruito davvero per il mobile da uno che ha aggiunto il live per completezza.
Lascio fuori, invece, tre cose che sembrano criteri e non lo sono. La dimensione del bonus di benvenuto, per la ragione già detta. L’estetica dell’app, che non si misura. E la velocità dei prelievi, su cui i termini di questi dieci operatori non dicono nulla di confrontabile: chi vuole sapere quanto aspetta deve leggere la sezione prelievi del sito che ha scelto, perché è l’unico posto dove quel dato esiste.
Che cos’è un sito non AAMS e come funziona la concessione per il giocatore
Il meccanismo va spiegato una volta, con ordine, perché tutto il resto ne discende. La concessione non è una licenza aperta che un operatore compra e appende al muro: è un titolo assegnato per gara pubblica, e la differenza non è formale. Un operatore che vuole raccogliere gioco in Italia partecipa a una gara indetta da ADM e, se la vince, ottiene il diritto di esercitare uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Il perimetro di ciò che si può offrire è scritto nell’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024: scommesse a quota fissa su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Dentro la lista c’è un dettaglio che sfugge a chi legge di fretta: l’ippica compare due volte, come scommessa a quota fissa o a totalizzatore da una parte e come giochi di ippica nazionale dall’altra, e la seconda richiede una concessione a sé.
Concessione, palinsesto e ciò che il singolo operatore può raccogliere
Un concessionario non può prendere una giocata su qualunque cosa gli venga in mente. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Non sapere cosa contenga il palinsesto di un dato operatore è la norma, e non è un vuoto che si colma leggendo una pagina di confronto — si colma aprendo il palinsesto stesso.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria nell’art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per scommesse sportive, e nei siti degli operatori compaiono sotto la voce «Virtuali». Quanto agli esports, se il palinsesto li comprenda resta una domanda senza risposta pubblica.
Nessuno degli operatori presenti in questa pagina risulta ciò che il gergo chiama «non AAMS». Sono tutti concessionari con sito .it e codice di concessione nei termini. Il fenomeno che il lettore cerca esiste, ma è un’altra cosa: sono i siti con licenza estera — Curaçao, Malta, Anjouan — che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca. Quella licenza in Italia non ha alcun valore giuridico.
Una concessione in mano a un operatore non significa nemmeno che ci si possa scommettere. L’elenco ADM non ha la colonna dei giochi, e un concessionario può detenere diritti su scommesse sportive, poker e skill games, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione.
La normativa: che cosa rischia chi gioca su un sito inibito
Qui il tono cambia, perché non si tratta più di qualità dell’offerta. L’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM lo ha riassunto il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettati all’estero. La parte che quasi nessuno legge è la seconda: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non è una clausola dimenticata in un testo vecchio, è la lettura che il regolatore dà della regola oggi. Quanto ammonti l’ammenda in euro, e se esistano casi concreti instaurati contro un giocatore, non è dato saperlo.
Il meccanismo tecnico del blocco va capito bene, perché la sua forma determina che cosa il giocatore vede davvero. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Dall’aprile 2026 i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso su sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco consultabile era aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il blocco agisce a livello DNS, e questo spiega sia la sua efficacia sia la sua fragilità. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, ma il blocco non è istantaneo per tutti: qualche fornitore di connettività resta indietro, e i domini speculari ricompaiono nel giro di ore. Il risultato, nella parola che il settore usa, sono siti «oscurati» — cioè raggiungibili a intermittenza, con la stessa offerta sotto un indirizzo diverso.
Pagine di avviso, inibizioni e sanzioni per chi non le applica
La pagina di avviso ADM dice una cosa sola e la dice bene: il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Non è una comunicazione commerciale, è un avviso che il dominio che il giocatore sta cercando di aprire non è nell’elenco legittimo.
L’obbligo di inibizione non ricade solo su ADM. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’ordine rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. La conseguenza pratica per il giocatore è che il canale di pagamento diventa un punto di controllo: un intermediario che rischia cifre di quell’ordine non tratta con un operatore privo di concessione.
Anche pubblicizzare un operatore senza concessione ha un prezzo, e lo paga chi pubblica. ADM ricorda che i media, oltre alle conseguenze penali, possono incorrere in provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’art. 4, comma 4-bis, della legge 401/1989 copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avvenga all’estero, il che chiude la scorciatoia di chi immagina che una server farm fuori confine cambi qualcosa.
Il Decreto Dignità e il divieto di pubblicità
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 nella sua forma integrale: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
Il divieto ha una conseguenza che il giocatore incontra ogni volta che cerca informazioni. Una pagina come questa può descrivere che cosa prevede l’offerta di un concessionario, ma non può invitare a sottoscriverla; un operatore non può spiegare il proprio bonus benvenuto in televisione; una sponsorizzazione di maglia è la forma di pubblicità indiretta che il testo vieta. Chi legge un confronto fatto bene si accorge che manca sempre l’ultimo passo, quello commerciale. Ad applicare il divieto è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro giurisprudenziale è però in movimento, e vale la pena dirlo con precisione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto secondo la stampa di settore. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Infine, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
La tassazione: dove finisce l’imposta e che cosa deve fare il giocatore
La tassazione è la parte in cui il sito senza concessione costa più di quanto sembri, e il meccanismo si capisce solo guardando chi paga. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra quanto giocato e quanto restituito in vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato saperlo.
Sul lato del giocatore, la conclusione dipende da dove sta il conto. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è già stata versata dal concessionario: la stampa di settore ne parla come di somme «tassate alla fonte», e il giocatore incassa l’importo netto senza compilare nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la affido a chi di dovere: per la propria posizione personale conviene consultare un commercialista.
Per le vincite da siti esteri o privi di concessione il quadro si ribalta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta, che la somma va dichiarata nel Modello Redditi PF o nel 730 e che l’aliquota IRPEF applicata non è nota. In parole povere: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Tutela e prevenzione: gli strumenti che esistono solo su un conto con concessione
Il modo più rapido per capire che cosa perde chi gioca su un sito senza concessione è guardare che cosa perde quando vuole smettere. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è operativo dal 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e), del D.Lgs. 41/2024 impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore, e una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

La parola decisiva, qui, è «autorizzate». Un sito privo di concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso è semplicemente un utente non registrato su quel dominio: nessun blocco lo raggiunge, e la richiesta fatta su tutti i conti ADM non produce alcun effetto fuori da quella rete. È il punto in cui il tema smette di essere giuridico e diventa pratico, e il momento in cui il problema si presenta è sempre lo stesso: la sera in cui non si vuole più giocare.
Autoesclusione e Registro Unico degli Autoesclusi
Il funzionamento del registro è più semplice di quanto la sigla suggerisca. Un’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Non serve ripetere la richiesta operatore per operatore, e non serve ricordare dove si è giocato negli ultimi anni.
Le condizioni concrete variano da operatore a operatore, e il caso di AdmiralBet mostra come si leggono. I suoi termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi vuole una pausa breve ha ora una finestra più corta di prima, chi vuole uscire davvero ha una porta che si riapre solo dopo nove mesi.
L’art. 15, comma 1, lett. e), impone gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto: una persona può escludersi dalle scommesse sportive e restare attiva altrove, oppure chiudere tutto. Non è un dettaglio da manuale, è la differenza tra un blocco che qualcuno aggira in dieci minuti e uno che tiene.
Limiti di deposito e di spesa scelti in registrazione
All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano la sequenza con cui quel limite si muove: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni. La grammatica di quella regola dice tutto sull’intenzione del legislatore. Togliere un tetto è una decisione che si può prendere d’impulso, e allora l’ordinamento impone una settimana di attesa perché l’impulso passi; stringerlo è una decisione di cui non ci si pente, e allora l’effetto è istantaneo.
La cornice è l’art. 15, comma 1, che accanto ai limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento, secondo protocolli approvati da ADM — messaggi automatici su durata e spesa, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è noto, e le condizioni del bando includono comunque l’impegno a rispettarlo.
AdmiralBet è l’operatore che su questo punto dice di più: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria — riduzione immediata, aumento dopo sette giorni. Nessun tetto statale in euro sulle puntate sportive è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie e il limite di deposito impostato all’apertura del conto.
Il limite scelto in registrazione non è solo un tetto, è la base di un conto che conviene fare. Con un tetto settimanale di 100 € puntati una volta su un mercato a due esiti, l’esito è sempre lo stesso per il giocatore: una parte di quel denaro resta al banco a prescindere da come finisce la partita. Quanto, dipende dalla quota che trova; e su questo la matematica della sezione che segue ha un numero preciso da dare.
Che cosa il conto ADM offre e che cosa non offre
Un conto con concessione ADM porta con sé cose che non si vedono finché non servono. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» tra i principi del sistema, mentre le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. Il conto di gioco richiede l’identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e in alcuni casi anche con CIE tramite un fornitore SPID.
Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come indicano le pagine degli operatori. È il tipo di regola che sembra un cavillo fino alla prima vincita: chi ha caricato e giocato senza completare la verifica scopre il problema nel momento peggiore.
Il dovere di informazione è scritto nell’art. 15, comma 2: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un operatore senza concessione non versa nulla di tutto questo, e non partecipa ad alcun protocollo approvato dall’autorità.
Resta il capitolo pagamenti, dove il sistema ha una sua architettura. I punti vendita ricariche, previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, sono tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale, non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Tra i canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM figurano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione resta aperta. L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata.
I dieci concessionari, uno per uno: che cosa cambia per chi gioca
Qui la classifica diventa descrizione. Ogni scheda parte dai fatti che l’operatore stesso pubblica nella propria app o nei propri termini, e finisce con una valutazione: che cosa quell’offerta significa per il giocatore che ha davanti a sé quella schermata.
StarCasinò: il casinò che ha aggiunto il pallone
StarCasinò si presenta con una concessione ADM n. 16026 intestata ad Azzurri Limited e con un’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò. La descrizione dell’offerta è quella di un prodotto costruito prima come casinò e poi aperto allo sport: chi cerca profondità di mercati, qui, non è nel posto giusto.
Il dato che conta per un giocatore italiano non è la varietà delle slot. È che la licenza è in capo a una società che gestisce anche un altro marchio della stessa tabella, e che la concessione resta legata al singolo sito: avere un conto su uno dei due non dice nulla sull’altro. Un’offerta sportiva descritta come «varie tipologie» lascia al palinsesto il compito di dimostrare la propria sostanza, e il palinsesto si guarda dal vivo, non dalla home page. Chi vuole un conto unico per slot e schedina trova qui quello che cerca; chi punta solo sul calcio ha motivi per guardare più avanti nella lista.
Sisal: mille eventi al giorno e una diretta che non si paga
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 e descrive nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’accesso al conto avviene anche con Touch ID, e le schedine si piazzano da mobile senza passare dal browser. Il dettaglio del Touch ID, che sembra una nota di prodotto, dice in realtà come è stata progettata l’app: per essere aperta dieci volte al giorno per dieci secondi.
Sul catalogo, Sisal non si limita al risultato. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La combinazione tra diretta gratuita e un numero di eventi live dichiarato a cinque cifre è la ragione per cui, nella griglia dei criteri, Sisal sta in alto sulla copertura in diretta. Chi passa la domenica con lo streaming aperto accanto alla schedina ha qui l’offerta più completa tra quelle descritte.
Betsson: volume di eventi e un catalogo di mercati già scritto
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, e la sua app dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con un elenco di mercati che comprende 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È l’elenco più esplicito tra quelli pubblicati dai dieci: sapere in anticipo quali famiglie di mercati si trovano è una comodità che pochi operatori offrono.
C’è però un’informazione che va letta accanto a questa: Betsson condivide la società titolare della concessione con StarCasinò, e i due siti restano due concessioni distinte. Per il giocatore la conseguenza è banale e importante allo stesso tempo: la solidità dell’azienda dietro il marchio non si trasferisce automaticamente da un conto all’altro, e i due palinsesti vanno valutati separatamente. Sui mercati elencati Betsson è completo e prevedibile, che in un bookmaker è un complimento più grande di quanto sembri.
SNAI: sistemi, mercati di dettaglio e chiusura anticipata
Snaitech Spa è titolare della concessione ADM n. 16032, e SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, oltre alla funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La presenza dei sistemi è la voce che distingue questa offerta dalle altre della lista: è una tipologia di giocata che richiede un’interfaccia più curata e un palinsesto più profondo, e non tutti gli operatori la mettono in vetrina.
Per il giocatore che costruisce giocate composte, la combinazione tra sistemi e mercati di dettaglio — tiri, cartellini, rigori — è ciò che rende SNAI interessante quando il risultato finale non basta. Il Cash Out aggiunge poi la possibilità di uscire prima del fischio finale, che è il tipo di strumento che si apprezza nelle partite sbagliate. Chi gioca singole secche troverà qui più scelta di quanta ne usi, e va bene così: la profondità non è un difetto.
Eurobet: dal calcio agli scacchi, passando per il festival
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012, e il palinsesto descritto dall’app va dal calcio, tennis e basket alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Nessun altro operatore della lista pubblica un catalogo con questa ampiezza.
C’è un dato che vale più di tutti gli altri e che riguarda la struttura, non il palinsesto: Eurobet Italia S.r.l. gestisce tre siti con la stessa società. La concessione è per sito, ma la lettura commerciale del gruppo è una sola. Un giocatore che si chiede chi c’è dietro un marchio trova qui la risposta più istruttiva di tutta la tabella, ed è la ragione per cui la colonna dei concessionari va letta prima di quella dei mercati. Sugli scacchi e sulle elezioni si può sorridere, ma sono la prova che il palinsesto è approvato evento per evento e che qualcuno lo ha chiesto. Chi cerca un mercato che gli altri non hanno, qui ha la probabilità più alta di trovarlo.
bet365: il marchio internazionale con licenza italiana
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030, e bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È l’unico della lista ad accompagnare il proprio catalogo con una qualifica ufficiale di quel tipo.
Il nome della società titolare merita di essere letto per intero, perché è la risposta alla domanda che molti lettori hanno in mente quando cercano un bookmaker «non AAMS»: un gruppo maltese può detenere una concessione italiana, con un sito .it e un codice, e operare quindi dentro il sistema. La differenza tra questo conto e uno offshore non sta nella nazionalità della società, sta nella concessione. Sul palinsesto, la Champions League e la Premier League insieme all’ippica coprono l’essenziale per il giocatore italiano, e il marchio globale non è una garanzia in più sui termini: quelli si leggono come per ogni altro operatore.
Goldbet: il bonus benvenuto e la copertura dei campionati
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy, detiene la concessione ADM n. 16009. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. È l’unico dei dieci a mettere il bonus di benvenuto nella descrizione insieme al catalogo.
Su quel bonus vale la pena spendere due righe, perché è il punto in cui la promessa commerciale e il divieto pubblicitario convivono in modo strano. Il Decreto Dignità vieta di pubblicizzare giochi e scommesse, ma non vieta che un bonus esista; il risultato è che l’operatore può accreditarlo e non può raccontarlo in tv, e chi vuole sapere quanto vale deve leggere i requisiti di puntata nei termini, dove stanno le condizioni che decidono se il credito si trasforma in saldo prelevabile. Un bonus senza requisiti non esiste, e nessun tetto statale all’ammontare né al rigioco è noto: quello che conta è scritto nelle condizioni dell’operatore. Il resto della scheda è un’offerta di calcio solida e un po’ prevedibile, dove la sorpresa non è prevista, e c’è chi la considera una qualità.
Planetwin365: il catalogo più fitto sui campionati
Pwo S.p.a. è titolare della concessione ADM n. 16007, e Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È l’unico dei dieci a elencare per nome anche la Serie C e la Coppa Italia.
La densità di quella copertura è il punto. Un palinsesto che arriva alla terza serie e alla coppa nazionale serve il giocatore che segue il calcio italiano in tutte le sue declinazioni, non solo le partite che finiscono in prima serata. I risultati in diretta su oltre venti sport completano il quadro per chi tiene più schede aperte contemporaneamente. Sui mercati di dettaglio la descrizione pubblicata resta più sobria di quella di altri operatori della lista, e chi cerca tiri in porta e cartellini dovrà verificare direttamente il palinsesto prima di aprire il conto.
AdmiralBet: limiti impostati in registrazione, senza scorciatoie
Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione ADM n. 16048, ed è l’unico operatore della lista con fatti specifici sul tema della tutela. Il suo conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Quella schermata obbligatoria è la cosa più interessante della scheda. Tre limiti da scegliere al momento dell’apertura, con la finestra dei sette giorni a proteggere solo la direzione in cui il tetto sale, trasformano una pratica di registrazione in una decisione già presa. Sul lato autoesclusione, i suoi termini prevedono periodi da 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Su prelievi e velocità di accredito i termini non dicono nulla di utilizzabile in un confronto, e chi apre il conto lo fa sapendo dove andrà a controllare.
BetFlag: SPID e CIE come porta d’ingresso
Betflag S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16008, e per aprire il conto BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È la scheda in cui l’identificazione non è un passaggio da compilare ma la porta principale, e la scelta di metterla in vetrina ha una conseguenza concreta.
Chi entra con SPID o CIE si risparmia il caricamento del documento e la finestra dei trenta giorni entro cui il conto va validato, oltre al rischio che i prelievi restino bloccati in attesa della verifica. Per un lettore abituale dei servizi digitali della pubblica amministrazione è la via più breve, e per chi non li usa il modulo classico resta disponibile senza penalità. Il resto della scheda si concentra sull’ingresso e non sul catalogo, che non viene descritto con la stessa profondità di altri operatori della lista: chi cerca un’offerta sportiva articolata ha qui meno elementi per decidere prima di aprire il conto.
Quanto costa davvero giocare: un conto esemplificativo
Il margine del bookmaker è la voce che nessun bonus menziona e che ogni schedina paga. Per capirlo basta un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90. La quota è un esempio aritmetico, non un prezzo quotato oggi da un operatore: serve a mostrare la formula che sta dietro a qualunque prezzo si trovi sul palinsesto.
La share di payout è 1 diviso la somma dei reciproci delle quote, cioè 1 / (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 0,95; il margine è 100 % meno quella share, quindi il 5 %. Detto in modo più diretto: su questo mercato il banco restituisce in media circa 95 centesimi per ogni euro giocato e trattiene circa 5 centesimi, indipendentemente dall’esito della partita. Non è una tassa, non è una commissione visibile, non compare in nessuna voce del conto.
Che cosa significhi per il conto di un giocatore è presto detto. Con un turnover illustrativo di 100 € puntati una volta, il costo atteso è 100 € × 5 % di margine, cioè circa 5 € su quella singola giocata. Se il limite di deposito scelto in registrazione è di 100 € a settimana e tutta quella somma viene puntata una volta, l’ordine di grandezza del costo medio è di 5 € alla settimana, cioè di 260 € circa nell’arco di un anno. Il numero va letto per quello che è: una stima statistica su molte giocate, non il risultato che quel singolo euro produce. Chi vince quella giocata non ha versato nulla al banco, e chi la perde ha pagato il margine insieme all’esito.
Vale la pena mettere il numero accanto a un altro, perché è così che diventa utile. Se l’esempio si sposta su quote 1,85 e 1,85 — sempre illustrative — la share di payout scende a circa 0,926 e il margine sale a circa il 7,4 %: sul medesimo turnover settimanale di 100 € il costo atteso passa da circa 5 € a circa 7,40 €, e la differenza annua supera i 100 €. Il margine è quindi la voce su cui si gioca la differenza tra un operatore e l’altro, e non è mai la voce in vetrina.
Su un sito senza concessione la stessa aritmetica esiste, ma cambia di segno il contorno. Il prezzo resta un prezzo, mentre spariscono le tutele gratuite che il conto ADM porta con sé, arriva il rischio di ritrovarsi il dominio oscurato con il saldo dentro, e la vincita che eventualmente arriva finisce nel capitolo dei redditi diversi della sezione sulla tassazione. Il costo atteso di una schedina non è più basso perché il sito è estero; è solo meno visibile, perché attorno non c’è nessuno a chiedere conto di come è costruito.
Domande frequenti su scommesse e siti non AAMS
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse privo di concessione?
Il primo è non poter contare sul RUA: il registro non copre i siti senza concessione, quindi un’autoesclusione non ha effetto là. Aggiungere il rischio tecnico di un dominio inibito e oscurato con il saldo dentro, e la posizione fiscale delle vincite come redditi diversi dichiarati dal giocatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si legge l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it, e si controlla che quel numero compaia anche nei termini dell’operatore. L’elenco non indica i giochi consentiti: che quel sito offra scommesse sportive lo dimostrano il palinsesto e l’app.
Che cos’è il RUA e che effetto ha un’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi è attivo dal 2018 e raccoglie le richieste di esclusione dal gioco. Un’autoesclusione registrata nel RUA blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, qualunque sia il concessionario presso cui è stata chiesta, e le sale sul territorio. I siti senza concessione restano fuori dal registro.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto non cancella l’esistenza dei bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un conto con concessione ADM?
All’apertura del conto si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la stessa logica vale per i limiti di spesa e di tempo, anche giornalieri. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato dopo sette giorni. Il tetto statale in euro che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è versata dall’operatore: si incassa l’importo netto. Diverso il caso delle vincite da siti esteri o privi di concessione, che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale, conviene consultare un commercialista.
Siti non AAMS ed esteri – Offertescommesse.com
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