Siti di scommesse esteri 2026: la classifica dei 10 concessionari ADM
Verificato al 4 Novembre 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Chi cerca un sito di scommesse estero cerca, quasi sempre, tre cose diverse nello stesso momento: quote migliori, un palinsesto che non si ferma al campionato italiano, e un bonus di benvenuto che non si porti dietro una montagna di requisiti. Nessuna delle tre è illegittima. Ma la domanda vera arriva un passo dopo, ed è quella che decide tutto il resto: cosa succede, e quando, se il sito che scegli non ha una concessione italiana.
La risposta comincia con una constatazione che il marketing dei comparatori aggira volentieri. In Italia l’offerta di gioco a distanza con vincite in denaro è riservata ai titolari di concessione. L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste, e lo scrive nelle proprie FAQ senza giri di parole: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Un sito «estero» che accetta giocatori italiani senza concessione non è un sito con regole diverse. È un sito senza le regole.
Da qui in avanti la pagina fa una cosa sola: prende i dieci concessionari ADM che hanno una proposta sportiva documentata e li mette in fila, poi racconta cosa comporta stare fuori da quella fila. L’ordine è il nostro, i criteri sono il punto centrale, e nessuno dei dieci è un sito estero.
La classifica 2026: come abbiamo costruito questa lista
Una classifica di bookmaker si riconosce dal suo criterio, non dalla sua lunghezza. Molti comparatori mettono in cima chi paga meglio la posizione; noi mettiamo in cima chi ha superato una verifica che non si compra. È una differenza piccola sulla carta e enorme nel risultato, perché cambia completamente chi finisce in elenco.

Il primo filtro è l’unico che conta davvero: comparire nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM. Quell’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Non è un elenco di brand: è un elenco di concessioni, e la concessione è per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. per esempio gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it: tre siti, tre righe, un solo concessionario.
Su questo bisogna essere netti, perché è l’errore che circola di più. Stare in un comparatore non è una concessione. Non lo è un logo in home page, non lo è un marchio conosciuto in tutta Europa, non lo è una licenza di Curaçao, Malta o Anjouan appesa in fondo alla pagina. Quelle licenze non hanno alcun valore in Italia: autorizzano l’operatore a casa sua, non a raccogliere giocate qui.
Il secondo filtro è la sostanza sportiva documentata. Il palinsesto, per come lo definisce l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024, è il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva; si può scommettere solo su eventi che stanno lì dentro. Nella lista ADM non esiste una colonna che dica chi offre scommesse, casino o entrambi: un nome sull’elenco non dimostra da solo che il sito abbia un bookmaker sportivo. Quelle che seguono hanno un’app sportiva documentata con mercati, campionati e funzioni precise.
Il terzo filtro è di natura diversa: la trasparenza sulla concessione stessa. Ogni operatore dichiara il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nelle condizioni contrattuali. È lì che si legge, per esempio, che dietro Bet365.it c’è Hillside (New Media Malta) Plc e dietro Lottomatica.it c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a.: il marchio che vedi e l’azienda che risponde non coincidono quasi mai. Sapere chi risponde è il primo elemento di ogni valutazione seria.
Una precisazione sull’elenco, che è anche un avviso: quei 52 nomi non esauriscono il mercato. Esistono altri concessionari oltre ai dieci trattati qui, e un brand che non compare in queste pagine non è per questo privo di licenza. Ci sono arrivate delle assenze eccellenti: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano fra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non è un giudizio su di loro, è un dato sul loro rapporto con il mercato italiano.
Un ultimo appunto di metodo. I prezzi e i margini cambiano più in fretta di qualunque altra cosa su una pagina come questa: una quota letta oggi e una letta fra una settimana raccontano due mercati diversi. Dove diamo un numero di mercato, lo diamo con la sua data. Dove quel numero non c’è, lo diciamo a parole invece di inventarne uno.
La tabella di confronto
Le due colonne che seguono sono ciò che si può verificare dall’esterno senza credere a nessuno: chi risponde della concessione, e cosa dice l’operatore stesso della materia di questa pagina.
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca dopo 9 mesi |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | — |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | — |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | — |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | — |
Le righe con il trattino non vogliono dire che quei nove operatori non abbiano strumenti di tutela. Vuol dire che non abbiamo una loro pagina contrattuale su questa materia da citare, e che preferiamo lasciare il campo vuoto invece di riempirlo con un’assunzione. La terza colonna si popola di fatto in un punto solo, e quel punto dice già molto: il meccanismo di autoesclusione di AdmiralBet ha una durata variabile e una finestra di revoca lunga nove mesi, il che cambia il calcolo di chi pensa a una pausa come a una cosa reversibile in fretta. Sul resto, la verifica si fa sulla pagina dei termini dell’operatore, e va fatta prima di depositare, non dopo.
La concessione, intanto, resta il dato che non invecchia come una quota. Un codice a cinque cifre accanto a un nome è la prova che qualcuno ha superato una gara pubblica, ha presentato un piano industriale e risponde ad ADM. Non è una garanzia sulle tue vincite e non è un sigillo di qualità sulle quote. È il prerequisito perché esistano, in Italia, il RUA, la vigilanza dell’Agenzia e un foro competente italiano: esattamente le tre cose che un sito senza concessione non ti dà.
I criteri, in ordine di peso
Quattro criteri, dal più pesante al più leggero.
Il primo è la titolarità della concessione e la sua verificabilità. Il numero sta nelle condizioni, la riga sta nell’elenco pubblico: due controlli incrociati, cinque minuti, nessuna fiducia richiesta. Chi non passa questo filtro non entra in classifica, qualunque cosa offra.
Il secondo è l’ampiezza reale del palinsesto sportivo, misurata su ciò che l’operatore documenta. Planetwin365 copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, e dichiara oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Sisal parla di più di 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket. Eurobet allarga fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality — e di politica, elezioni comprese. Sono tre livelli di profondità diversi, e il terzo racconta un’idea di prodotto, non solo un catalogo.
Il terzo criterio è la varietà delle tipologie di giocata. Sisal mette in vetrina la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo a quote maggiorate. Chi scommette solo 1X2 non ci troverà niente di utile; chi costruisce giocate articolate ci trova la differenza.
Il quarto è la qualità dell’esperienza mobile e della registrazione, che è il punto in cui il lettore incontra davvero il bookmaker. Sisal permette di entrare nel conto gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile; bet365 copre pre evento e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Un’app che entra con l’impronta digitale sembra un dettaglio. Per chi piazza una giocata nei cinque minuti prima del fischio d’inizio, è la differenza fra giocare e rinunciare.
C’è un criterio che non usiamo e conviene dirlo, perché è quello che decide le classifiche altrove: il compenso per la posizione in elenco. Se una graduatoria è ordinata da quello, il lettore non sta leggendo una valutazione. Sta leggendo una lista di prezzi.
Scommesse estere: come funziona davvero un’offerta senza concessione ADM
Un sito di scommesse estero che accetta italiani lavora su una base semplice: nessuna concessione italiana, nessuna conseguenza italiana finché nessuno la impone. Poi l’imposizione arriva, e arriva sotto forma di inibizione.
L’ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’operazione si fonda sull’art. 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.
Il meccanismo tecnico merita due righe, perché spiega perché il fenomeno non finisce mai. Il blocco lavora a livello DNS: si impedisce di risolvere il nome, non di raggiungere il server. Un provider che aggiorna l’elenco in ritardo lascia passare traffico che un altro provider già intercetta, e un mirror registrato poche ore dopo con un nome nuovo riapre quello che l’ordine precedente aveva chiuso. Nel 2025 un ordine ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da qualche decina a qualche centinaio per volta. La parola con cui il mercato descrive il risultato è «oscurati», ed è precisa: oscurato non significa chiuso.
C’è anche una novità recente da conoscere, perché cambia l’esperienza di chi ci finisce dentro. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
La risposta al «tanto non mi beccano» è quindi: non è una questione di essere beccati. È una questione di cosa hai in mano quando qualcosa va storto. Un domani il dominio che usi è su una pagina di avvertenza, e dall’altra parte non c’è nessuno a cui chiedere. Nessun RUA che ti protegga da te stesso, nessuna vigilanza ADM su un saldo, nessun foro italiano per una contestazione. È il confine tra un’offerta regolata e un’offerta che, semplicemente, esiste.
Normativa, vigilanza e giurisdizione: chi risponde e davanti a chi
La cornice italiana del gioco a distanza è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il punto di partenza è lessicale e conta: in Italia non si parla di licenze aperte, si parla di concessioni, assegnate con gara pubblica. La differenza non è formale. Una licenza si compra o si rinnova a condizioni stabilite; una concessione si vince, e chi la vince si assume degli obblighi.
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Ogni concessione può coprire una o più di queste voci, in qualsiasi combinazione. È il motivo per cui l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, casino, exchange e bingo, e la lista non lo dice. Che un nome sia sull’elenco non dimostra che quel sito abbia un bookmaker sportivo; lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore.
Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire i giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre i termini della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sono numeri che spiegano perché il sistema sia chiuso e perché i concessionari siano pochi: l’ingresso non è una questione di moduli.
C’è poi il versante più duro, quello che riguarda chi pubblicizza e chi partecipa. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, ha precisato il punto che più riguarda il lettore di questa pagina: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È una regola che arriva al giocatore, non solo a chi organizza. L’importo dell’ammenda non è indicato, e non risulta documentato alcun procedimento concreto contro un singolo scommettitore. Il quadro però cambia la natura del rischio: non si tratta solo di perdere una tutele, si tratta di una posizione sanzionabile a norma di legge.
La pubblicità ha un regime suo. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua forma più ampia: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro sanzionatorio, però, non è fermo, e questa parte va letta con attenzione perché è in movimento. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E in sede politica è stata proposta, non approvata, una modifica al bilancio 2026 per rimuovere il divieto sull’advertising indiretto, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Cosa significa per il lettore? Meno di quanto sembra, ed è utile smontare un equivoco. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto. Non esiste un tetto statale ai bonus e non esiste un tetto ai requisiti di rigioco: importi, condizioni di puntata e quota minima stanno nelle condizioni di ciascun operatore, e si leggono lì. Ed è esattamente la ragione per cui la sezione che segue conta più di tutte le altre.
Quando arriva il conto: cosa paghi se scommetti senza tutele
Qui il discorso si sposta dalla regola al costo. Prendiamo un esempio, dichiaratamente tale: 100 € di giocate a settimana, puntati una volta sola, su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato da nessuno, è un’illustrazione che serve a mostrare l’ordine di grandezza.
Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90, la quota di ritorno — cioè la parte delle puntate che il mercato restituisce complessivamente — è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, ovvero circa 95 %. Il margine del bookmaker è quel che resta: circa 5 %, che è quanto il mercato trattiene per ogni unità puntata.
Il calcolo si chiude qui, ma non è su questo che si perde. Su 100 € di giocate settimanali, con quel margine, l’attesa di perdita è intorno ai 5 € a settimana: fra circa 3 e 7 € se il margine reale del mercato su cui giochi sta fra il 3 % e il 7 %, che è l’intervallo in cui si muovono di norma mercati principali e mercati secondari. Su un anno fanno all’incirca 260 € su 5.200 € giocati. Nessuna di queste cifre dice se vinci o perdi una singola giocata: sono medie su molte giocate, sotto l’ipotesi che l’intero importo passi dal mercato una volta. È una stima, non un pronostico.
La parte che vale la pena fissare è un’altra. Quel margine lo paghi in ogni caso, su qualunque sito, perché è dentro la quota. Deposito, prelievo, assistenza, palinsesto e vigilanza non sono servizi che il bookmaker ti regala: sono ciò che compri con quei 5 € settimanali. Su un concessionario ADM, la quota include anche il fatto che ADM sorveglia, che il RUA è attivo e che il foro è italiano. Su un sito senza concessione, la quota è spesso più generosa — è il suo modo di comprarsi il traffico — ma quello che compri con essa è più stretto. Il margine lo paghi comunque. La differenza è cosa ricevi.
Il fisco cambia tutto, e non solo per l’operatore
C’è un secondo conto che quasi nessuno mette nella colonna giusta, e che dipende in modo diretto da dove è concessa l’offerta.
Sui concessionari italiani l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è a carico dell’operatore. Il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, prevede il 24,5 % se la raccolta è a distanza e il 20,5 % se è su rete fisica, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, e le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore, la conseguenza è la parte che interessa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi gioca e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte e l’importo che arriva è già netto. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, per cui la conclusione pratica è: consultare un commercialista.
Sui siti esteri la logica si ribalta, e qui l’effetto si sente nel portafoglio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; questa non è consulenza fiscale.
Vale la pena guardare l’effetto sui numeri invece che sulla regola. Chi gioca cinquanta settimane su un sito senza concessione non ha una ritenuta da nessuna parte: ha un importo lordo in tasca e una riga da mettere in dichiarazione. Chi non la mette ha un problema che non nasce dal gioco. La tassa, da qualche parte, arriva sempre.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dentro il sistema
Il gioco responsabile non è una voce di menu. È un insieme di meccanismi che funzionano solo se qualcuno li mette in comune fra tutti gli operatori, e questo è il punto in cui la differenza fra un concessionario e un sito senza concessione smette di essere teorica.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 è il catalogo degli strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile.
Il dettaglio che cambia l’esperienza è nella direzione del limite. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale impostato al momento dell’iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per aumentarlo. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e conferma la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Sette giorni sono la cosa più intelligente e più odiata dell’intero sistema. Nel momento in cui vuoi alzare il limite sei, per definizione, la persona meno adatta a decidere se alzarlo. La regola mette un cuscinetto esattamente lì. Chi trova questa attesa insopportabile ha capito il funzionamento del sistema meglio di chiunque altro.
L’autoesclusione è il secondo livello, e in Italia ha una caratteristica che nessun sito estero può replicare: la centralizzazione. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e blocca anche le sale fisiche. AdmiralBet lo scrive nelle proprie condizioni con una formula che vale come definizione generale: l’effetto si estende a tutte le piattaforme autorizzate in Italia. Chi si autoesclude da un operatore si autoesclude da tutti.
Le durate sono cambiate di recente e vale la pena essere precisi, perché chi pianifica una pausa pianifica su questi numeri. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra più corta serve a chi vuole solo raffreddare una serata; i 270 giorni e l’indeterminata con revoca a nove mesi servono a chi ha capito che la questione è più lunga di una serata. I tempi e le forme parziali di esclusione sono quelli che le condizioni degli operatori e le pagine di ADM indicano.
Il terzo livello sono gli strumenti dichiarati dai singoli operatori, e qui la geografia è varia. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il tipo di dettaglio che non fa notizia e che serve: un numero a cui chiamare quando il problema non è più una questione di quote.
C’è un obbligo informativo che pochi conoscono e che vale come indicatore di serietà. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È denaro che gli operatori preferirebbero investire in altro. Fa parte del prezzo della concessione.
E adesso la conseguenza, che è il cuore di questa sezione. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto lì non è protetto da nulla: né dal registro, né da un limite impostato alla registrazione, né da un canale di contatto obbligatorio. L’autoesclusione è la prova più chiara di come funziona la tutela in questo mercato — funziona perché è collettiva, e non funziona affatto dove nessuno la condivide.
Prima di lasciare l’argomento, la parte noiosa ma utile: i controlli anagrafici. Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; AdmiralBet apre con registrazione tradizionale caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori fra i principi del sistema.
Quella finestra di trenta giorni è il classico esempio di regola che sembra un dettaglio burocratico e non lo è. Chi apre il conto, vince e non ha completato la verifica si trova il prelievo fermo, e in quel momento la partita non è più contro il bookmaker: è contro una scadenza.
I dieci concessionari ADM, uno per uno
Da qui in avanti si entra nel concreto. Ogni scheda prende un operatore, dice cosa ha di particolare rispetto agli altri nove e chiude con un giudizio, che è la parte che i comparatori di solito evitano. L’ordine non è una graduatoria di preferenza: le concessioni vanno da 16007 a 16048 e l’elenco segue i numeri, poi ciascuno si giudica sul proprio terreno.
Lottomatica: il marchio più grande del listino
Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010 e la ragione sociale che risponde è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota anche come GBO Italy: il nome che il lettore conosce e l’azienda che firma il contratto sono due cose diverse, e sul sito questo si vede solo leggendo le condizioni.
Lato prodotto sportivo, l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP fra gli altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un palinsesto da grande pubblico, costruito sui campionati che la maggior parte degli scommettitori italiani segue davvero, con il live come funzione centrale.
Il giudizio: Lottomatica è il nome che viene in mente per primo, e per una fascia di lettori questo è già un criterio. Chi vuole un bookmaker con streaming integrato, mercati italiani completi e un’app che non gli chiede di imparare niente è nel posto giusto. Chi cerca profondità su sport minori o tipologie di giocata particolari troverà altrove una copertura più larga.
AdmiralBet: l’unico che documenta il proprio meccanismo di autoesclusione
AdmiralBet opera con concessione ADM n. 16048, concessione di Admiral Bet S.r.l., ed è l’unica scheda di questa pagina per cui esiste una documentazione contrattuale precisa sulla materia dell’autoesclusione.
Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte autoesclusione, le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il giudizio: qui la trasparenza è essa stessa il prodotto. Chi vuole sapere in anticipo come funzionerà la propria richiesta di pausa trova le durate nere su bianco, dalla finestra breve dei 7 giorni fino ai 270 e all’indeterminata con revoca a nove mesi. Chi invece cerca il catalogo sportivo più ricco del mercato non troverà in questa scheda la ragione per sceglierla.
William Hill: il bonus che dipende da come ti registri
William Hill opera con concessione ADM n. 16044, concessione di William Hill Malta Plc, e si distingue per una struttura di benvenuto che cambia in base al metodo di identificazione scelto.
Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È una meccanica poco comune: la stessa offerta vale il doppio o la metà a seconda di come apri il conto, e i 96 giorni di finestra per l’invio documenti sono il tipo di scadenza che si dimentica fino a quando non è passata.
Il giudizio: William Hill ha trasformato una scelta di comodo in una scelta economica. Chi ha SPID attivo prende la strada più rapida e il bonus più alto; chi non ce l’ha si ritrova dieci euro in meno e una scadenza da rispettare, che è il prezzo reale della registrazione manuale. La differenza fra i due percorsi è piccola in assoluto, ma è il caso più chiaro di questa pagina in cui una decisione apparentemente tecnica decide l’importo in tasca.
StarCasinò: un casinò con il calcio dentro
StarCasinò opera con concessione ADM n. 16026, concessione di Azzurri Limited, e il marchio dice già molto dell’impostazione: il prodotto nasce dal casinò.
Lo sport c’è, e non è un ripiego: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione, come per tutti gli altri, non dice quale gioco sia coperto: è il sito a mostrarlo.
Il giudizio: StarCasinò si rivolge a chi vuole un unico conto per slot, live e scommesse, e in quella combinazione il calcio è il contorno di un prodotto più ampio. Per chi cerca un bookmaker come prodotto principale, il centro di gravità del marchio è altrove, e conviene saperlo prima di aprire il conto.
Planetwin365: la copertura delle serie minori italiane
Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, concessione di Pwo S.p.a., ed è la scheda che meglio documenta la profondità sul calcio italiano.
L’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La presenza di Serie C e Coppa Italia nello stesso elenco di Premier League e La Liga è il dato che conta: è la differenza fra un bookmaker che copre il calcio e uno che copre il calcio che guardi.
Il giudizio: per chi segue la propria squadra di Serie C o un campionato estero secondario, questa è la copertura più utile delle dieci. Il prezzo di quella ampiezza è un catalogo così largo che la vetrina rischia di diventare dispersiva per chi cerca solo i tre mercati principali.
NetWin: il bonus reale con una soglia di deposito
NetWin opera con concessione ADM n. 16035, concessione di Netwin Italia S.p.a., e la sua offerta di benvenuto è quella con le condizioni più chiare della lista.
L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento. Tre elementi vanno letti insieme: la percentuale è piena, il tetto è di 50 € e il deposito minimo di 20 € mette fuori gioco chi voleva provare con una cifra simbolica.
Il giudizio: NetWin spiega il proprio bonus meglio di quanto facciano gli operatori che lo chiamano «speciale» senza dire nulla. Il limite è che l’offerta parte solo con un conto già verificato e una soglia di deposito che non è simbolica: chi pensava a un test da pochi euro scopre subito che il test comincia da venti.
Betfair: il betting exchange come prodotto separato
Betfair opera con concessione ADM n. 16028, concessione di Betfair Italia S.r.l., e la sua specificità non sta nel bonus ma nella forma di gioco.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sullo sfondo c’è il betting exchange, il «punta e banca», previsto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi, in passi da 50 centesimi. Sui mercati normali Betfair resta un bookmaker; chi arriva per Supercombo e combo trova un’offerta di costruzione della giocata piuttosto articolata.
Il giudizio: Betfair è l’unico della lista che dà accesso a un modo di giocare che gli altri non hanno. L’exchange ribalta la logica del margine, perché chi banca non sta giocando contro un bookmaker ma contro un altro giocatore, e chi non ha mai provato quella forma di scommessa farà fatica a farsene un’idea leggendo una pagina di mercati. La soglia dei 200 centesimi sull’exchange è il tipo di regola che va conosciuta prima di aprire il conto.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, concessione di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, ed è la scheda con il catalogo più eterodosso.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Nessun altro dei dieci arriva a mettere sullo stesso listino gli scacchi e un’elezione.
Il giudizio: Eurobet ha capito una cosa che il resto del mercato tratta come una stranezza, e cioè che molti scommettitori occasionali giocano su ciò di cui parlano, non su ciò che conoscono tecnicamente. Gli scacchi e le elezioni non fanno volume come la Serie A. Fanno restare sul sito una fascia di lettori che altrove non avrebbe niente da giocare.
Sisal: la profondità del live e la diretta gratuita
Sisal opera con concessione ADM n. 16020, concessione di Sisal Italia S.p.a., ed è la scheda con i numeri più espliciti sul prodotto live.
L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app permette inoltre di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Il giudizio: il Cash Out è l’unico strumento di questa lista che cambia davvero il modo in cui si gestisce una giocata dopo averla fatta, perché introduce una decisione da prendere mentre l’evento è in corso; chi vuole quella possibilità la trova qui insieme a un catalogo live molto ampio. Resta un fatto meccanico da conoscere: chiudere prima significa accettare il prezzo che il bookmaker offre in quel momento, margine compreso, e la comodità non è gratis.
bet365: il partner UEFA e la vetrina internazionale
bet365 opera con concessione ADM n. 16030, concessione di Hillside (New Media Malta) Plc, e ha il profilo più spiccatamente internazionale dei dieci.
Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il giudizio: l’accoppiata fra sponsorizzazione UEFA e palinsesto internazionale dice a chi è rivolto il prodotto, ed è un profilo che funziona per chi guarda il calcio estero e gli sport anglofoni quanto o più di quello italiano. Chi invece passa le domeniche sulla Serie C e sui mercati Goal, No Goal e Multigoal tipo Sisal trova altrove una copertura più vicina alle proprie abitudini.
Domande frequenti sulle scommesse sui siti esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio non è una vincita che non arriva, è l’assenza di rete di protezione. Un sito senza concessione italiana non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non produce alcun effetto, non ha vigilanza ADM sul conto e non offre un foro italiano per una contestazione. Va aggiunto che l’ADM richiama la legge 401/1989: il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Da due fonti che si incrociano, in cinque minuti. Nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che riporta codice e sito; e nelle condizioni contrattuali del sito stesso, dove ogni concessionario dichiara numero di concessione e ragione sociale. Va ricordata la cautela che l’elenco non copre: non ha una colonna dei giochi, quindi un nome presente non dimostra che quel sito offra scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è il registro istituito nel 2018 che centralizza le richieste di autoesclusione. Il meccanismo è la sua forza: una richiesta presentata a un concessionario blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, qualunque sia l’operatore che l’ha ricevuta, e chiude anche le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, tv, radio, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus di benvenuto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La regola che conta è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, un aumento richiede invece sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede che il concessionario stabilisca i limiti di deposito periodici secondo protocolli approvati da ADM.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM il prelievo grava sull’operatore, sotto forma di imposta unica pari al 24,5 % della raccolta a distanza sulle scommesse a quota fissa, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite; la vincita arriva quindi già netta e non va dichiarata. Sui siti esteri la lettura si ribalta: l’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione 141/E del 2010, tratta queste vincite come redditi diversi da dichiarare. Non è consulenza fiscale: conviene consultare un commercialista.
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