Baseball in schedina: il prezzo vero di una quota
Sul baseball il bookmaker non ha trenta partite da seguire, ne ha migliaia: la stagione regolare della Major League Baseball mette in campo 162 incontri per ciascuna delle 30 squadre, con partite che iniziano quando in Italia è notte fonda. Chi apre il palinsesto di un concessionario italiano e cerca la voce baseball trova quello che un qualunque altro mercato offre, ma con una differenza che conta: sulle partite che si giocano a migliaia di chilometri di distanza nessuno ha le informazioni del tifoso locale, e la quota diventa più severa. Il costo di una scommessa sul baseball non è il rischio di sbagliare pronostico. È il margine che il bookmaker trattiene su ogni mercato, tradotto in euro su una schedina da 10 €.

Questo confronto mette dieci concessionari ADM uno accanto all’altro sul terreno che conta davvero per chi scommette: quanto costa la scheda, cosa serve per incassare, quali strumenti di controllo si trovano dentro il conto. Il baseball è il pretesto, il prezzo è il soggetto.
Verificato al 4 Novembre 2026 sulla base dell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e delle condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Quali bookmaker per il baseball reggono il confronto
La classifica qui sotto non nasce da un sondaggio né da un punteggio inventato. Nasce da tre cose verificabili: la concessione, quello che l’operatore dichiara nei propri termini e nei propri listini, e cosa resta al giocatore dopo aver letto le condizioni. Nessuna di queste tre cose si trova in una pagina promozionale.

Perché il baseball, e non il calcio, come metro di lettura? Perché sul baseball le differenze tra un operatore e l’altro si vedono meglio. Il calcio lo coprono tutti, con prezzi che si comprimono fino quasi a non distinguersi. Sull’America’s pastime la copertura è diseguale: c’è chi lo elenca tra i venti e passa sport trattati e chi lo ignora, e dove l’offerta è più sottile la quota ha meno concorrenza a tenerla onesta.
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema della chiave |
|---|---|---|
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Freebet fino a 100 € per la stagione di Serie A, con multipla da almeno 20 € su almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati tipo Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica; divieto di gioco ai minori di 18 anni |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports |
Un dettaglio della tabella merita di essere letto due volte, ed è il terzo elemento che un confronto di solito nasconde: delle dieci insegne, una sola nomina esplicitamente il baseball tra gli sport su cui accetta giocate. Non è una colpa delle altre nove. Baseball, softball e sport americani finiscono spesso dentro quel «e altri sport» che gli operatori usano per non dover elencare venti discipline in App Store. Ma tra «e altri sport» e una voce scritta per esteso passa la differenza tra una scommessa che si può fare e una che si può solo sperare di trovare.
La concessione, invece, la si può accertare con certezza. Il numero di concessione e la ragione sociale del concessionario compaiono nei termini di ogni operatore, e l’elenco ADM li mette in fila: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una precisazione che vale più di ogni altra in questa tabella: la concessione è per sito, non per azienda. La stessa società può gestire più insegne — Eurobet Italia S.r.l. tiene Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il numero cambia da un sito all’altro.
E c’è il punto che nessuna classifica dice mai: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Una riga sull’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive, perché un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casino, all’exchange e al bingo. La prova sta nel sito e nell’app dell’operatore, non nell’elenco. Chi vi dice che un bookmaker «è AAMS» vi sta dicendo meno di quello che crede.
Criteri con cui è stata ordinata la classifica
L’ordine di questa lista mette al primo posto quanto costa usare l’offerta, non quanto è grande. Un bonus da migliaia di euro che si libera solo con centinaia di giocate ha un prezzo, e quel prezzo si paga in tempo e in margine. Il criterio di fondo è chiedersi, per ogni insegna: quanto mi costa davvero questa schedina?
Il primo metro è la verificabilità. Numero di concessione, ragione sociale, sito .it: sono i soli dati che l’operatore è obbligato a pubblicare e che il regolatore tiene in un elenco pubblico. Tutto il resto — i mercati, il cash out, la diretta streaming — è dichiarato dall’operatore e va letto per quello che è.
Il secondo metro è l’ampiezza reale dell’offerta, misurata in discipline e non in slogan. Un’app che elenca più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta non è la stessa cosa di un’app che elenca quindici discipline e nomina il baseball. La prima promette molto, la seconda promette una cosa precisa.
Il terzo metro è la protezione del conto: limiti di deposito, autoesclusione, tempi di verifica dell’identità. Un operatore che ti fa scegliere il limite di ricarica in fase di registrazione e che applica subito un limite abbassato, con un’attesa di 7 giorni per alzarlo, ti sta dando uno strumento che funziona nell’unica direzione in cui deve funzionare: verso il basso.
Come si costruisce una quota sul baseball: il meccanismo
Il baseball ha una struttura che le schedine italiane rendono solo in parte, e vale la pena averla chiara prima di parlare di quote, perché alcune regole del gioco spiegano certi mercati e ne escludono altri.
Una partita si compone di nove inning, con tre eliminazioni per ogni mezzo inning; se il punteggio è pari dopo il nono inning si giocano inning supplementari. Tre strike fanno uno strikeout, quattro ball fanno una base per ball, e ogni squadra schiera nove giocatori in campo. Da qui discende tutto il resto: l’assenza del pareggio nella maggior parte dei mercati principali, la ragione per cui un Under/Over sugli inning è diverso da un Under/Over sui punti, e il motivo per cui il mercato del lanciatore partente esiste sul baseball e non altrove.
Sul piano internazionale il governo dello sport è della World Baseball Softball Confederation (WBSC). Nei campionati che gli italiani cercano in schedina, però, il nome che conta è un altro: la Major League Baseball, 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, con 162 partite di stagione regolare a testa.
Dentro il margine: due quote da 1,90 su un mercato a due esiti
Prendiamo il caso più semplice che un bookmaker possa costruire: un mercato a due soli esiti, con la stessa quota da entrambi i lati, 1,90 e 1,90. È un esempio illustrativo, non il prezzo reale di una partita — serve a mostrare come si legge il margine su una quota, che è l’operazione più utile che un giocatore possa imparare.
Con due esiti a 1,90 la quota giusta, quella che non lascia nulla al banco, sarebbe 2,00 da entrambi i lati. La differenza è tutta lì. A 1,90 il bookmaker restituisce ai giocatori una quota di payout compresa tra il 94 e il 95 % di quanto raccolto su quel mercato, e trattiene il resto: il margine sta quindi tra il 5 e il 6 %. La forchetta non è pigrizia: dipende dagli arrotondamenti con cui l’operatore scrive i due prezzi e da quanto è affilata la sua linea. Su una scommessa da 10 € il margine vale tra 50 e 60 centesimi che non tornano mai indietro, qualunque cosa succeda in campo.
Il punto che sfugge quasi sempre: quel margine si paga anche quando si vince. Una scommessa vincente da 10 € a quota 1,90 paga 19 €, cioè 9 € di profitto netto. Se la stessa partita fosse prezzata a 2,00 il ritorno sarebbe stato 20 €. Il costo della quota non è una tassa sulle sconfitte, è una trattenuta su ogni singola giocata, vinta o persa.
Su una multipla il meccanismo si moltiplica, ed è la ragione per cui una multipla di tante partite è un prodotto più costoso di quanto sembri: le quote delle singole si moltiplicano in un prezzo unico, e il margine di ogni mercato entra dentro quel prezzo una volta per ogni partita aggiunta. Cinque eventi significano cinque margini incassati dal bookmaker prima ancora del fischio d’inizio. L’analisi qui sopra è una stima statistica su un mercato a due esiti con prezzi identici, non una previsione su un incontro: serve a leggere le quote, non a indovinare chi vince.
La normativa che decide chi può accettare una scommessa in Italia
In Italia il mercato non è aperto: è regolato da concessioni. L’autorità di riferimento è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» al primo richiamo, perché il mercato continua a dire «AAMS» — e il quadro generale è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Le concessioni sono assegnate con gara pubblica, non distribuite a chi le chiede. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, inclusi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Secondo l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026.
Il palinsesto è un elenco chiuso, non un catalogo aperto
C’è una regola che vale più di tutte le altre per chi cerca il baseball in schedina. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Su un evento fuori dal palinsesto approvato non si può accettare una scommessa.
ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga, palinsesto per palinsesto, non è cosa che si legga da un elenco pubblico: si legge dal listino dell’operatore, e cambia da un concessionario all’altro. Per il baseball questo significa che l’offerta non è garantita dal fatto che il sito abbia la concessione.
Restano dentro il quadro alcune categorie che meritano una riga a parte. Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v) come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo riprodotti al computer con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive, e in effetti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è invece due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» con giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté richiedono una concessione propria (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h). Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore a proporlo, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi.
Sul live non esiste un elenco di mercati ammessi: la scommessa in diretta è offerta da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note. Non esiste nemmeno, nella norma, un tetto statutario in euro sulle puntate sportive: gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore sceglie per sé e il limite di deposito impostato in registrazione.
Chi verifica davvero la concessione di un bookmaker
La domanda non è oziosa, perché una riga sull’elenco non basta. ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»: 52 righe al 25 ottobre 2026, ognuna con un codice da 16000 a 16051 e un sito .it associato. Quello è l’intero test. Non un marchio conosciuto, non un dominio .com reattivo, non la presenza in un confronto.
Perché l’elenco da solo non chiude la questione: come detto, non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casino, exchange e bingo. Il nome sull’elenco è una condizione necessaria, la presenza di un listino baseball sul sito è la prova.
Gli operatori stessi dichiarano il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nei termini. È lì che conviene guardare, e non solo per scrupolo: il concessionario quasi mai porta il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi firma il contratto con voi non è chi vi ha convinto con la pubblicità.
Sui siti privi di concessione valgono due cose diverse, e vanno tenute separate. La prima è che non sono collegati al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore che si è autoescluso lì non è protetto. La seconda è più seria: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stesso la riporta il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è noto. La regola, però, è scritta in modo chiaro dalla parte che la applica.
L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 completa il disegno: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il verbo corretto per il risultato è «oscurati».
Prevenzione e tutela del giocatore: gli strumenti che costano al bookmaker
Qui la materia cambia tono, e il tono resta piatto perché le regole sono queste e non altre. La cornice è l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che impone al concessionario: autolimiti di tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore in base a protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Aggiungiamo il dovere di informazione dell’art. 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che vale la pena leggere per quello che è: un obbligo di spesa, non una gentilezza.
Limiti di deposito, autoesclusione e Registro Unico degli Autoesclusi
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. La regola sui tempi è asimmetrica di proposito: un limite abbassato ha effetto immediato, uno aumentato richiede 7 giorni. Vale la pena pensarci un secondo. Il ritardo esiste per togliere al giocatore nervoso la possibilità di ricaricare la posta la sera stessa, e per questo è un attrito che lavora a favore di chi lo subisce.
Il caso AdmiralBet mostra come questa architettura scenda nei termini di un singolo concessionario: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La prima versione della regola e la seconda convivono nei termini, ed è un buon promemoria che le condizioni di un operatore sono un documento vivo.
L’autoesclusione, quando è piena, non si ferma a un sito. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale sul territorio. È l’unico strumento di questa pagina che abbia portata davvero generale, ed è anche quello che i siti senza concessione non vedono: fuori dal perimetro ADM, un’autoesclusione resta una promessa privata.
Chi ha bisogno di una voce umana, e non di un pulsante, trova il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato per i residenti in Italia. Non è un dato da mettere in una tabella comparativa. È il numero da tenere scritto, e da usare prima che diventi necessario.
Identità del conto, SPID e i trenta giorni che bloccano i prelievi
Un «conto di gioco» richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; Goldbet passa per CIE tramite un fornitore SPID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il dettaglio che coglie di sorpresa è un altro. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano molti finché non si deposita e si vince al giorno venticinque. La verifica dell’identità non è una formalità d’ingresso: è la condizione per far uscire i soldi, e conviene affrontarla il primo giorno, non l’ultimo.
Una nota che riguarda il conto e non l’offerta: se si è attivata un’autoesclusione sul RUA, prima di qualunque altra considerazione conviene leggere la sezione sui limiti e sull’autoesclusione di questa pagina, perché l’effetto copre l’intero perimetro delle piattaforme autorizzate e non solo quella su cui l’esclusione è stata richiesta.
Consigli d’uso: bankroll, analitica e tendenze sul diamante
Nessuno qui sa chi vincerà una partita di baseball, e chiunque ve lo dica sta vendendo qualcosa. Quello che si può fare è ragionare su come si distribuisce il denaro, che è una questione di aritmetica e non di pronostici.
Il principio del bankroll è elementare e viene disatteso con regolarità: si decide prima quanto si è disposti a perdere in una stagione, la si divide per il numero di settimane che si intende giocare, e quella cifra settimanale è il tetto, indipendentemente da quanto ci si senta sicuri di un pronostico. Nessuna singola giocata dovrebbe poter intaccare il totale. È lo stesso ragionamento che sta dietro ai limiti di deposito obbligatori, applicato con le proprie mani invece che con quelle del legislatore.
Il secondo strumento è meno ovvio: le quote parlano. Un mercato in cui la quota di apertura e quella di chiusura si muovono molto sta dicendo che l’informazione è arrivata tardi o in modo disordinato, e in quel caso il prezzo che si ottiene dipende dall’ora in cui si è entrati. Sul baseball, dove l’ora di gioco italiana è scomoda e il flusso di notizie arriva in inglese, questo vale ancora di più. Non c’è una strategia che renda il margine negativo. C’è la possibilità di non pagarlo due volte.
Il terzo riguarda le tendenze, e va maneggiato con cautela: una serie di nove vittorie consecutive di una squadra attira denaro sullo stesso lato della schedina, e il bookmaker non ha motivo di tenere quella quota ferma. Un prezzo compresso dal consenso popolare costa più di un prezzo compresso dal margine.
Sul piano pratico della copertura, gli operatori di questa lista non offrono tutti la stessa profondità, e la differenza si vede nel listino prima che nel risultato. Chi vuole giocare baseball seriamente dovrebbe controllare tre cose nell’ordine: se lo sport compare per nome nel palinsesto, quante partite della giornata sono prezzate, e se il mercato offerto è il 1X2 o qualcosa di più articolato — under/over, handicap, mercati sui lanciatori. Un listino che si ferma alla singola secca è un listino che non serve a chi segue la stagione.
Le competizioni che contano sono poche e stagionali. La postseason della MLB porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni a ottobre, che si chiude con le World Series al meglio delle sette tra le due campionesse di lega. È il momento dell’anno in cui i listini si allargano e le quote si stringono: la liquidità c’è, la convenienza meno. Sugli altri tornei il punto è lo stesso: dove c’è attenzione, c’è margine più competitivo, e dove l’attenzione manca la quota resta larga come all’apertura.
Sulle giocate combinate conviene un’ultima, banale considerazione di costo. SNAI offre singole, multiple e sistemi, SNAI e Sisal mettono a disposizione il cash out per chiudere le giocate prima della fine dell’evento, e Betfair propone mercati combo e una sezione Supercombo a quote maggiorate. Chiudere una giocata in anticipo non è gratis: il prezzo di chiusura incorpora di nuovo il margine del mercato. Il cash out è comodo, non conveniente, e chi lo usa per gestire l’ansia lo paga due volte.
I tornei e i campionati che una schedina può contenere
Il panorama del baseball ha una geografia precisa, e conviene averla in testa prima di aprire il listino di un operatore, perché spiega perché in certi periodi dell’anno la voce baseball è ricca e in altri è quasi vuota.
In cima c’è la Major League Baseball con le sue 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e 162 partite di stagione regolare per squadra. La postseason porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni a ottobre, che si chiude con le World Series al meglio delle sette tra le due campionesse di lega. Sopra le leghe nazionali c’è il livello internazionale, governato dalla World Baseball Softball Confederation (WBSC).
Sui numeri storici la gerarchia è la più antica dello sport americano, e in un confronto aiuta a leggere cosa succede quando i listini si allargano. I New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli. I Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7; l’MVP è stato Yoshinobu Yamamoto. Una serie decisa in 11 inning alla settima partita è il tipo di evento che tiene aperti i mercati live fino all’ultima eliminazione, e che nelle ore italiane significa una notte intera davanti a una quota che si muove.
Sul lato italiano la questione è diversa, ed è quella che riguarda direttamente chi legge. Il baseball non è uno sport di casa, quindi non c’è un campionato nazionale a fare da traino: l’offerta dipende da quanta attenzione internazionale l’operatore decide di importare. Chi elenca più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta tende a tenere la voce dentro tutto l’anno; chi costruisce l’app attorno al calcio nazionale la apre a intermittenza, e comunque in modo più netto quando la postseason americana accende i riflettori.
Per un confronto tra operatori questo si traduce in una domanda secca da fare al listino: quante partite MLB della notte sono prezzate oggi, e con quali mercati. È una verifica che si fa in trenta secondi e che dice più di qualunque pagina promozionale sul numero di discipline trattate.
I dieci concessionari, uno per uno
Dieci insegne, dieci modi di trattare la stessa materia. L’ordine che segue è quello dell’elenco: i numeri di concessione sono in fila, non le qualità. Ogni scheda si chiude su un giudizio, ed è la parte che nessuna tabella può dare.
Planetwin365 — l’operatore che elenca sport per numero
Planetwin365 è il marchio di Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, con il proprio sito .it. La sua app dichiara la copertura dei principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Il dato interessante per chi cerca il baseball è quel «più di 20». È una promessa di ampiezza, non la prova che il baseball sia prezzato ogni giorno, e la distinzione conta perché è esattamente il tipo di formula che un confronto serio deve tradurre in una verifica. Il numero di concessione, questo sì, è verificabile in un minuto, e in un mercato dove il blocco DNS colpisce i domini non autorizzati un’indicazione chiara di questo genere è un servizio al lettore.
Per chi vuole un listino ampio e non ha una disciplina specifica in testa, il catalogo dichiarato è la ragione per aprire il sito. Chi cerca solo il baseball deve prima controllare se la voce c’è.
AdmiralBet — la griglia dei limiti più dettagliata della lista
AdmiralBet è il marchio di Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048. Nessuna descrizione del suo catalogo calcistico o sportivo emerge dai dati raccolti; quello che emerge, e che nessun altro operatore di questa lista mostra allo stesso livello di dettaglio, è la gestione dei limiti.
In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Tre dimensioni di limite su tre orizzonti temporali è una griglia, non un pulsante, e va detto che per certi profili è un difetto: chi vuole aprire un conto e iniziare a giocare trova una procedura di configurazione prima ancora della prima schedina. Il punto di forza è la stessa cosa vista dall’altro lato: il limite lo si imposta quando si è lucidi, non quando si è nervosi.
William Hill — la freebet legata alla stagione, non al primo deposito
William Hill è il marchio di William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044. Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Vale la pena smontare la struttura, perché è un tipo di offerta diverso da un bonus di benvenuto e i due vengono confusi di continuo. Qui non c’è un deposito da convertire: c’è un requisito di giocata ricorrente — 20 € di multipla su almeno 5 eventi a quota totale minima 10.0 — che il giocatore deve già voler fare. Cinque eventi con quota totale 10.0 è una multipla costruita con criterio, non una schedina di ripiego. In cambio si ricevono 5 € di freebet, che valgono molto meno di 5 € in contanti: una freebet non restituisce la puntata in caso di vincita, quindi il valore effettivo è dato dal profitto netto, non dalla somma giocata. Il tetto di 100 € non si raggiunge con un colpo solo, ma settimana dopo settimana per una stagione intera.
L’offerta premia chi gioca già multiple di quel tipo. Chi gioca singole non ha nulla da guadagnare qui, e non è una questione di sfortuna: la condizione è scritta e non ammette eccezioni.
Betfair — il listino largo e la tradizione dell’exchange
Betfair è il marchio di Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il nome Betfair in Italia ha un secondo significato, e vale la pena conoscerlo perché è l’unico caso di questa lista in cui la struttura del mercato cambia davvero. Il betting exchange è ammesso dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 come gioco separato: il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore a proporlo, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. In un exchange il margine non è incorporato nella quota come in un listino tradizionale: si paga una commissione sulle vincite, con regole proprie.
È una differenza strutturale, non un vezzo, e chi la capisce smette di guardare le quote dell’exchange con lo stesso occhio con cui guarda quelle di un bookmaker. Il rovescio della medaglia è che la liquidità di un exchange sul baseball dipende da quanti altri giocatori stanno offrendo quel prezzo, e sulle partite della notte italiana l’offerta può essere sottile.
BetFlag — il bonus grande e la verifica dell’identità
BetFlag è il marchio di Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008. Il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Un 100 % fino a 5.000 € è la cifra più vistosa di questa lista, e il lettore ha diritto a due avvertenze che il numero non contiene. La prima è che un bonus accreditato su saldo non è denaro libero: si gioca con le regole che l’operatore stabilisce nei propri termini, e senza quelle regole sotto gli occhi il 100 % è un numero pubblicitario. La seconda è che l’importo è legato al primo deposito, quindi il tetto di 5.000 € dice qualcosa su quanto si dovrebbe versare per sfruttarlo per intero — e cioè molto. La domanda utile non è quanto è grande il bonus, ma quanto deposito serve per prenderlo tutto e quante giocate servono per liberarlo.
La parte migliore della scheda BetFlag non è il bonus. È l’apertura del conto via SPID e CIE accanto al modulo classico, che è la strada per evitare l’attesa dei 30 giorni di validazione e il blocco dei prelievi che ne consegue. Su un operatore che spinge sull’importo, è l’utilità meno pubblicizzata e più concreta.
Betsson — la linea pre-match e live, senza fronzoli
Betsson è il marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il catalogo dei mercati dichiarati è quello standard di un grande operatore europeo, e contiene la cosa che serve a chi vuole scommettere sul baseball: una struttura pre-match e live su un numero ampio di eventi. 1X2, Under/Over e combo sono il vocabolario minimo con cui si prezza anche una partita di baseball, anche se l’etichetta 1X2 sul baseball ha un significato diverso dal calcio, dove il pareggio esiste.
Il profilo è quello di un’azienda che non vende un’offerta ma un servizio, e in questa lista è una differenza non da poco: tra cinque operatori che ti offrono un bonus e uno che ti offre un listino, la scelta dipende da cosa fai con la schedina. Chi apre un conto per un bonus singolo e poi vuole solo giocare trova qui meno rumore.
StarCasinò — il casinò che ha anche un book
StarCasinò è il marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026 — la stessa società dietro Betsson, con un numero di concessione diverso, che è esattamente il punto già visto: la concessione è per sito. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Va detto senza girarci intorno: questo è un profilo casino-first con un sportsbook in casa. Chi cerca un listino baseball profondo non è il pubblico di riferimento, e la profondità dei mercati sportivi qui non è la ragione per aprire il conto. Un libro di scommesse che vive accanto a un catalogo di slot ha una funzione diversa: dare al giocatore da casinò la sensazione di coprire anche lo sport.
Per chi scommette sul baseball in modo continuativo, dieci posti più in alto nell’elenco ci sono operatori con un’identità sportiva più netta. Il valore della scheda StarCasinò è la trasparenza del posizionamento: dice cosa è.
SNAI — i mercati granulari e il cash out
SNAI è il marchio di Snaitech Spa, concessione ADM n. 16032. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Sul piano del listino è l’operatore che mostra la struttura più articolata di questa lista: singole, multiple e sistemi come forme di giocata, e poi mercati che scendono nel dettaglio dell’evento invece di fermarsi all’esito. È la grammatica che serve a chi vuole costruire una schedina ragionata e non una scommessa secca. Vale anche qui la precisazione di sempre: questi mercati sono dichiarati per il calcio, e la trasposizione al baseball va verificata nel listino, non data per scontata.
Il cash out è la funzione più richiesta e meno capita. Chiudere una giocata prima della fine ha un prezzo, e il prezzo è il margine del mercato che rientra nella valutazione di chiusura. SNAI non fa eccezione. La funzione è utile per gestire una posizione, non per migliorare un rendimento, e chi la usa a ogni schedina sta pagando due volte lo stesso servizio.
Goldbet — il gioco di sistema e la schedina costruita
Goldbet è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16009. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Qui la parola che merita attenzione è «sistemi». È una forma di giocata che occupa una nicchia precisa: invece di una singola o di una multipla secca, si mettono insieme più pronostici in una struttura che paga anche in caso di errori parziali, al costo di una puntata complessiva più alta. È lo strumento di chi ragiona in termini di copertura, e in un listino che parla quasi solo di multiple è una differenza reale.
Sullo sport in sé la formula «tutti i campionati di calcio e altri sport» colloca anche questo operatore nella categoria di chi copre il baseball dentro una voce generica. Il bonus di benvenuto è menzionato nella descrizione dell’app senza importi né condizioni: chi ci arriva lo legge nei termini, non in questa pagina.
NetWin — l’unico che scrive «baseball»
NetWin è il marchio di Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Nell’elenco delle dieci insegne di questa pagina è l’unica che nomina il baseball per esteso, e non è un dettaglio da appassionati: è la sola prova scritta, in tutto il materiale raccolto, che un concessionario italiano dichiari di accettare giocate sullo sport di cui parla questa pagina. Un lettore che cerca dove giocare baseball ha qui la sua prima risposta verificabile.
Il resto del profilo dice cose coerenti: un listino ampio con nove discipline oltre al calcio, il live score per seguire i risultati, e una sezione di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, che è la parte del catalogo pensata per chi vuole giocare senza aspettare il fischio d’inizio.
Sisal — oltre 1.000 eventi al giorno e nessun baseball dichiarato
Sisal non compare tra i dieci della tabella, perché la sua scheda di concessione non entra nell’insieme ordinato di questa pagina, ma la sua offerta sportiva è quella che meglio chiarisce cosa significa «ampiezza» in questo mercato. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il suo Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Il contrasto è il punto di questa nota. Oltre 1.000 eventi al giorno sono una montagna, e il baseball non è tra le discipline nominate. Un lettore vede l’ampiezza del catalogo e ne deduce la copertura: è la deduzione sbagliata, ed è esattamente il motivo per cui un confronto fatto sui numeri di vertice va letto con il listino aperto davanti.
Quanto costa seguire un bonus invece di una quota
Questa è la parte della pagina che si paga con denaro vero, e conviene affrontarla senza i toni con cui gli operatori presentano i propri bonus.
Un bonus di benvenuto, un credito su saldo, una freebet: sono tre cose diverse e il lettore le incontra con lo stesso nome. L’unica differenza che conta per il portafoglio è se la puntata torna indietro quando si vince. Una freebet no. Un bonus accreditato su saldo sì, ma è vincolato alle condizioni dell’operatore. Il «100 %» che compare nelle promozioni è una percentuale sul deposito, e non dice nulla su quanto sia utilizzabile.
La regola generale che vale per tutti è una sola: quanto più grande è l’importo, tanto più pesante è la condizione che lo accompagna. Un bonus di importo contenuto si libera con poco. Un importo a quattro cifre ha requisiti che nella pratica il giocatore medio non soddisfa, e il tempo che ci mette prova a capirlo non glielo restituisce nessuno.
C’è poi una questione di disponibilità delle informazioni che riguarda ogni lettore, e che è bene dire una volta per tutte. Non esiste in Italia un tetto statutario né sui bonus né sui requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e cambiano da un’offerta all’altra, a volte da una settimana all’altra. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus — sono due piani diversi che vengono spesso confusi — e quindi la promozione si trova nell’area riservata o nei termini, non in televisione. Chi vuole sapere cosa vale davvero un’offerta deve leggere le condizioni sul sito dell’operatore, e nessuno può risparmiargli quella lettura. La cosa utile è sapere esattamente cosa cercare.
Quando il prelievo è il vero costo nascosto
Sul lato dei pagamenti c’è una regola normativa che vale la pena conoscere, perché è una di quelle che il giocatore scopre per caso. I «punti vendita ricariche» previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabacchi e ricevitorie, tenuti in un registro ADM — possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati dal titolare al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far uscire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
La conseguenza pratica è questa: il contante che entra in un conto di gioco passando da una tabaccheria ha un tetto settimanale, e il percorso di uscita passa da altri canali. Tra i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria tramite SisalPay e Mooney. L’elenco preciso è nei termini di ciascun operatore. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che nomini i binari approvati.
C’è infine una previsione che vale la pena tenere d’occhio: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. Il principio, però, è già scritto.
Sui prelievi, l’unica regola operativa che serve tenere a mente è quella dei 30 giorni di validazione del conto vista nella sezione sull’identità: senza identificazione completa il prelievo è bloccato, e non c’è margine né quota che compensi questa attesa.
Il fisco sul baseball: chi paga, e cosa cambia se il bookmaker non è italiano
Qui vale la pena essere molto precisi, perché è materia in cui le informazioni approssimative costano.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025. L’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, che prima erano del 43 % e del 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se le somme dei bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Per il giocatore la regola è semplice, ed è la ragione per cui conviene giocare su un concessionario italiano: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario. La formulazione che si trova nella stampa di settore è «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione pratica corretta è che su questo punto conviene consultare un commercialista.
Il discorso cambia radicalmente fuori dal perimetro delle concessioni, e questo è il costo più grande che un sito non autorizzato fa pagare. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. La posizione corretta è che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il quadro completo, messo in fila: su un concessionario ADM il fisco è una voce che il giocatore non compila, su un sito estero diventa una riga nel Modello Redditi. È la differenza tra una vincita netta e un problema da risolvere con un commercialista, e pesa più di qualunque bonus.
Perché un listino baseball non è mai garantito, e come verificarlo
Chiudiamo il cerchio sul baseball, che è la ragione per cui questa pagina esiste.
Il baseball è uno sport importato, e in Italia non ha un campionato nazionale capace di fare da traino all’offerta. Le partite si giocano di notte, il flusso di notizie è in inglese, e il risultato è che la disponibilità della voce dipende da una scelta commerciale di ogni operatore. Le regole sul palinsesto rendono la cosa ancora più netta: ADM approva il programma degli eventi, aggiunge eventi uno per uno, e non esiste un elenco pubblico degli sport coperti da ciascun concessionario. La conseguenza è che nessuna tabella comparativa può promettere la copertura del baseball al posto dell’operatore.
La verifica concreta richiede pochi minuti e vale più di qualunque classifica. Si apre il sito dell’operatore, si cerca la voce dello sport nell’elenco delle discipline: se il baseball non compare per nome, si controlla nella categoria degli sport americani o tra gli sport minori. Poi si guarda il listino della notte, quello con le partite MLB, e si conta quante sono prezzate. Infine si controlla quali mercati sono disponibili su ciascuna partita. Se il listino ha solo la singola secca su una partita al giorno, la copertura c’è ma è nominale.
L’ultima verifica è quella che riguarda i soldi, ed è la più importante: controllo del numero di concessione nei termini dell’operatore, confronto con l’elenco ADM, e lettura delle condizioni del bonus prima di versare. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha gli strumenti obbligatori di limitazione, e sul piano fiscale cambia tutto quanto scritto nella sezione sul fisco. Il baseball è un gioco; il conto su cui lo si gioca è un contratto.
Domande frequenti sulle scommesse baseball
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Una scommessa su un evento fuori da quel programma non può essere accettata. Quali sport e quali tipi di giocata contenga ciascun palinsesto si legge nel listino dell’operatore, non in un elenco pubblico.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM: 52 righe al 25 ottobre 2026, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. In alternativa il numero di concessione e la ragione sociale sono nei termini dell’operatore. L’elenco non ha una colonna per i giochi: la presenza dimostra la concessione, non l’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota. Dieci euro a quota 1,90 rendono 19 €, cioè 9 € di profitto netto; la puntata resta inclusa nel ritorno. Su una multipla le quote delle singole si moltiplicano in un prezzo unico, e quel prezzo va poi moltiplicato per la puntata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si somma il reciproco di ogni quota del mercato e si divide uno per quella somma: il risultato è la quota di payout. Il margine è il resto. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il payout sta tra il 94 e il 95 %, quindi il margine tra il 5 e il 6 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario. È una ricostruzione della stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: su questo punto conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri non autorizzati il trattamento è diverso.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in iscrizione. Abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede 7 giorni. AdmiralBet, ad esempio, chiede in registrazione i limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
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